Ricatto Berlusconi pressione ai danni del premier

2 settembre 2011 08:200 commenti

Il prezzo “finora accertato” del presunto ricatto ai danni del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi è di mezzo milione di euro, somma che sarebbe stato indotto a pagare trovandosi sotto la minaccia di cambiare la strategia processuale.  

Tarantini, l’imprenditore barese, con quella cifra, più altre somme ricevute mensilmente, avrebbe dovuto scegliere la strada del patteggiamento in un procedimento in cui sarebbe stato l’unico imputato, evitando così un processo pubblico con la conseguente diffusione di intercettazioni telefoniche ritenute imbarazzanti per il premier. 

Dunque, era in atto una vera e propria pressione ai danni del Capo di Governo, che voleva evitare un immaginabile danno mediatico che ne sarebbe scaturito. 

Da parte sua, l’imprenditore pugliese, Tarantini si dichiara “totalmente estraneo a qualunque manovra a carattere estorsivo nei confronti del presidente Silvio Berlusconi, al quale non posso che dichiarare gratitudine per tutto quello che ha fatto e sta facendo per me e per la mia famiglia e leggo con estremo piacere che nella dichiarazione di Berlusconi (a Panorama, ndr) che lui riconduca a mera liberalità le somme di denaro che mi ha fatto pervenire (…)”


Secondo “Il Giornale” la procura di Napoli ha arrestato Tarantini per arrivare a Berlusconi. 

Quel provvedimento cautelare emesso nei confronti di Tarantini, ci offre una verità concreta, il presidente del Consiglio ha subito un ricatto. Oggi è lui la “vittima”, ma solo fino al momento in cui la sua posizione cambierà nel corso dell’inchiesta. 

Nell’ordinanza degli inquirenti emerge “secondo la ricostruzione accusatoria, si evince che il Lavitola (ex direttore dell’Avanti, all’estero per lavoro) tratteneva per sé parti consistenti delle somme ricevute dall’On. Berlusconi impiegandole in diverse società a lui direttamente riferibili e concertava con Tarantini le iniziative processuali più idonee per costringere il Berlusconi a disporre il pagamento di ulteriori somme. Tali iniziative dovevano essere prese dal Tarantini nell’ambito dei procedimenti in cui lo stesso risulta tutt’ora indagato dall’Autorità Giudiziaria di Bari”. 

I pubblici ministeri di Napoli entro la prossima settimana chiederanno di ascoltare Silvio Berlusconi in qualità di “parte offesa”. 

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Ultimo aggiornamento 02 settembre  2011 ore 10,20






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