Rivolta contro Groupon

9 dicembre 2011 11:190 commenti

La prudenza non è mai troppa quando si tratta di compra-vendite on-line. A farne le spese ultimamente i clienti italiani di Groupon, il mega gruppo di acquisto internazionale presente sul web. Il sito permette di comperare  qualsiasi tipo di servizio, da quelli medici a quelli puramente ricreativi, come cene, massaggi, percorsi benessere, soggiorni in magnifiche beauty-farm, e tanto altro ancora, tutto a prezzi stracciatissimi, con oltre il 50% di sconto.

Il funzionamento del sito è molto semplice: bisogna iscriversi, inserire i propri dati e selezionare la propria città, poi si può cominciare a risparmiare scegliendo tra lo sconto del giorno o gli sconti recenti. Il principio che sta alla base di questo colosso della vendita on-line è il potere d’acquisto della massa: più persone comprano lo stesso prodotto e meno lo pagano!


Inoltre risulta essere un’ottima vetrina pubblicitaria per i commercianti che mettono in vendita i proprio prodotti sul portale. Ad esempio: se viene aperto un nuovo ristorante a Roma, il proprietario per cercare di farsi conoscere e attirare clientela può decidere di rivolgersi a Groupon. Il sito metterà in vendita sul portale, nella sezione “Roma”, coupon di acquisto per una cena valida nel ristorante in questione ad un prezzo bassissimo, ad esempio 10 euro. Gli utenti di Roma riceveranno quindi la mail con l’offerta, e se decideranno di aderirvi, verranno reindirizzati da un link presente nella mail verso il sito dove pagheranno con la carta di credito la quota indicata. Quando viene raggiunto il numero stabilito di persone desiderose di acquistare i coupon disponibili, parte l’acquisto di gruppo e la distribuzione, sempre via mail, dei coupon promozionali, che verranno stampati dai clienti e verranno utilizzati per pagare la cena al ristorante.

Ma nel Belpaese questo servizio sembra cominciare a perdere colpi. Molte le lamentele degli acquirenti rimasti insoddisfatti dal sito e le proteste dei clienti sono varie: impossibilità di utilizzare i coupon, merce comprata e mai arrivata, oppure di pessima qualità qualora riescano a usufruire del servizio.

Secondo il presidente del Codacons l’avvocato Marco Maria Donzelli la colpa sarebbe degli esercenti, che abbagliati dall’offerta di una forte pubblicità si rivolgono al sito, ma quando si rendono conto che offrendo il servizio ai clienti col coupon vanno a rimetterci coi costi, si tirano indietro e applicano degli stratagemmi che bloccano gli utenti Groupon. E questi ultimi, beffati, spesso non riescono a rivolgersi nemmeno al servizio clienti, a causa dei centralini intasati e della casella mail bloccata.

Federica Moscheni, la responsabile comunicazione di Groupon, nelle ultimi giorni è subito corsa ai ripari promettendo risarcimenti fino ai sei mesi e implementando gli orari del servizio clienti.






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