Protesta_Piazza_Popolo

La protesta contro la riforma Gelmini, iniziata nella mattinata di ieri pacificamente, è degenerata in una guerriglia, manifestanti si sono scontrati con le forze dell’ordine nel centro della capitale, dopo aver appreso che la mozione di sfiducia presentata contro il governo Berlusconi era stata respinta.

Il centro di Roma arde da ieri mattina, colonne di fumo si alzano nel cielo, è una vera e propria guerra, auto e conteiner sono stati dati alle fiamme, questo è ciò che si vede da Piazza del Popolo, il cuore della capitale borghese italiana.

La polizia tenta di fermare i guerriglieri che assaltano i loro blindati, barricate in fiamme, atti di vandalismo: la protesta contro la fiducia ottenuta dal governo trasforma il centro di Roma in un campo di battaglia. Scontri in Via del Corso e davanti a Montecitorio.

Il bilancio è di oltre cento feriti, 57 tra le forze dell’ordine e 62 tra i manifestanti, dei quali 40 medicati sui luoghi degli scontri e 22 portati in ospedale. Le persone fermate sono 41, con l’accusa di violenza, resistenza, devastazione e uso di armi improprie.

Le proteste si sono propagate anche in altre città.  Secondo la e un giornalista che copre l’agenzia AGI gli eventi. Ci sono un totale di 41 persone arrestate, accusate di resistenza, la distruzione e l’uso improprio di armi. Secondo l’Azienda Municipale per l’ambiente di Roma, i danni causati agli immobili  urbani superano il mezzo milione di euro.

Le scene di violenza hanno evocato quelle degli anni ’70. Ragazzi, tutti giovani studenti, abbindati di sciarpe e cabbucci neri.

Il sindaco di Roma, Alemanno, ha giudicato le azioni come  ”violenza gratuita, vergognosa e senza giustificazioni”.

La protesta era iniziata in modo del tutto civile. I cortei, partiti da diversi punti della città sono arrivati davanti al Senato, dove sono inziati i lanci di petardi, bombe carta, vernice colorata e fumogeni. Da qui,  poi, inizia la cronaca di un giorno di violenza inaudita. I nuovi black bloc si staccano dal corteo e in poche centinaia seminano terrore e devastazione. Sfondano le vetrate di banche, danneggiano auto, sradicano segnali stradali e li usano come ariete contro le vetrine. Poi arrivano a piazza del Popolo, diretti a Montecitorio e a via del Corso si scatena la “guerra” urbana con l’assalto a tre blindati della Guardia di Finanza a colpi di bottiglie, bastoni, pietre.