Home / News / Rovato, morto a 19 anni sotto gli occhi del padre incastrato nel tornio

Rovato, morto a 19 anni sotto gli occhi del padre incastrato nel tornio

È morto in un modo davvero tragico Luca Lecci, un giovane che abitava con la famiglia a Villa Carcina comune della Bassa Valtrompia. Purtroppo il giovane di soli 19 anni è rimasto vittima di un drammatico incidente sul lavoro. Sembrava che avesse tutta la vita davanti, ma purtroppo così non è stato. Luca Lecci è rimasto vittima di un gravissimo incidente sul lavoro e proposta riguardo aiutava il padre Fontanone l’azienda di famiglia La elettrotecnica LG aperto circa 30 anni fa. Il terribile incidente sarebbe avvenuto nella giornata di ieri proprio sotto gli occhi del padre e dei cugini. Decine di persone si sono riversate immediatamente dai parenti del giovane per stringersi attorno alla famiglia, ovvero al papà Fontano, la mamma Roberta e il fratellino Fabio.

Il giovane è morto dopo essere stato trascinato da un tornio sotto gli occhi del padre che purtroppo non è riuscito a bloccare in tempo il macchinario prima che il figlio Finisse dentro. Sulla dinamica i carabinieri intervenuti sembra non abbiano alcun dubbio, il giovane è rimasto impigliato con una manica del maglione del tornio che lo ha trascinato fino a schiacciarlo. “Era un gran lavoratore, aiutava il padre e poi amava anche fare lavori di giardinaggio”, è questo quanto riferiscono i paesi dove saranno celebrati i funerali dopo che la procura rilascerà il nulla osta. Intervenuta sulla terribile vicenda anche il segretario della Fiom di Brescia Francesco Bertoli che proprio oggi sarà presente a Milano per la manifestazione con la quale si chiederanno le istruzioni per una maggiore sicurezza sul lavoro.

“Dopo l’ennesima morte sul lavoro abbiamo chiesto di ampliare le ore di sciopero nelle aziende della zona di Rovato, nel Bresciano, dove è morto l’operaio di 19 anni”, è questo quanto dichiarato proprio dal segretario della Fiom di Brescia. Oltre ai sindacati e l’intera comunità di Rovato, a fare le condoglianze alla famiglia di Luca ci ha pensato anche il candidato alla Regione Lombardia Attilio Fontana, il quale è intervenuto al fine di sottolineare come non esiste che queste tragedie possono accadere ancora oggi nel 2018.

Sono addolorato per la nuova tragedia sul lavoro avvenuta oggi nel Bresciano, per la morte di un ragazzo di 19 anni, e per la morte celebrale del quarto operaio ferito nell’incidente di martedì a Milano. Esprimo il mio cordoglio e la mia vicinanza alle loro famiglie e ribadisco la necessità di fare ancora di più per tutelare chi lavora e per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro. Non è accettabile morire sul lavoro”, ha aggiunto ancora Attilio Fontana. La morte di Luca ha sconvolto tutti e non soltanto in Franciacorta. I sindacati di categoria in seguito all’accaduto hanno deciso di intraprendere per la giornata di oggi un’ora di sciopero in tutta la regione al fine di sensibilizzare le istituzioni sul tema centrale della sicurezza sul lavoro.

Il tornio ha afferrato per il maglione la giovane vita di Luca Lecci, 19 anni, operaio, figlio del padrone, e l’ha stritolata. Stava fresando in un capannone di Rovato, provincia di Brescia. Era bravo, Luca. Era la soddisfazione di suo papà. Non davanti a Luca, per carità,mai clienti sapevano, e per fargli piacere gli chiedevano del figlio. E lui diceva di certo che veniva su bene, che anche lui era così a quell’età, come del resto il nonno, e saranno così i nipoti.

Si comincia dalle basi, e la base è il tornio, e poi la fresa, con quel rumore e quell’odore di metallo che si scalda. Perché qui non siamo signorini, e se non lavori duro chi sei? Non è buono il pane, non si riesce a dormire in pace, se non ci si è spezzatala schiena al tornio. Ma non è un’attività alienata: intanto pensi,fai un pezzo e inventi qualcosa di nuovo. Quante storie ho sentito così di gente bresciana: il Chicco Gnutti degli inizi in Val Trompia; il Gino Corioniconla Saniplast di Ospitaletto,e ce n’èa centinaia così. Hanno piazzato il tornio in cucina, in bagno. Poi sono cresciuti. Hanno avuto un’idea e gli hanno messo la plastica, oppure il metallo intorno, in un modo diverso dagli altri, arrivando prima degli uffici di ricerca delle multinazionali. Quindi in auto di notte per correre in Germania ed essere lì prima ancora si aprano gli uffici del committente, che si fida solo della ditta “Elettrotecnica LG di Fontano Lecci & Figlio”, forse solo per chiedere ai tecnici tedeschi se magari c’è da ritoccare qualcosa. E ora, quella morte atroce del figlio.

Capita di farsi male alla mano,di cadere e lussarsi una spalla: ma essere straziati così, come si fa a sopportarlo. Il padre lo ha soccorso. Via agli Spedali Civici di Brescia. Niente da fare. È spirato. I sindacati fanno il loro mestiere. Ovvio. Protestano e dicono che ci vuole più sicurezza, come dimostra questo incidente. Ditelo al signor Fontano che è colpa sua la morte di Luca,che ha commesso un omicidio bianco contro la sua stessa carne, se avete il coraggio: era la sua stessa vita. Il padre era proprio lì, in quei momenti disgraziati. Non stava lì spesso. Passava ogni tanto. Ma a metà pomeriggio aveva fatto un giro trai suoi impianti.Un bel capannone pulito, qualche pianta intorno, un cancello verniciato come si deve. Aveva posato su Luca l’occhio fintamente severo, per mascherare l’orgoglio; uno sguardo inconfondibile, che hanno i padri quando vedono il figlio che lavora di buona lena, che si è alzato presto al mattino, e invece di godersi il privilegio dell’essere l’erede della fabbrichetta, non comincia da fighetto, non fa il playboy fino a 35anni come l’Avvocato di Torino, ma sgobba su abito, ed è una fatica ma è anche bello. Le foto ritraggono Luca in posa con la sua bella faccia e il ciuffo, oppure sulla moto da cross, cilindrata 125, mica un bolide, ma smaltata e colorata come un fuoco d’artificio. Non porterà più sul sellino nessuna ragazzina per un giro dove sapeva lui. Il tornio!

La Treccani lo definisce così: «Macchina operatrice fondamentale per lavorazioni di pezzi di metallo, di legno, di materie plastiche, ecc., di regola mediante asportazione di truciolo …». Il tornio che nessun ragazzo di liceo ha mai visto, che le baby gang non sanno che cosa sia, e neppure i rapper citano mai nelle loro nenie brutali. Bisognerebbe spiegare nelle scuole e in televisione, o magari in qualche talent, che se la scuola è gratuita, se tanti possono permettersi di bighellonare assistiti dallo Stato, o gigioneggiare sui social, è perché ci sono stati nel secolo scorso e in questi primi diciotto anni del terzo millennio ragazzi come Luca, come i suoi genitori.E piangiamo con il signor Fontano e la sua famiglia, facendo compagnia a un dolore inconsolabile. Ma non è stata una giovinezza buttata via, quella di Luca.