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Sanremo 2015 tra critiche, ironia e soliti idioti

Carlo Conti ha reso nota in via ufficiale la lista dei 20 big che nel 2015 saliranno sul palco dell’Ariston per la 65sima attesissima edizione del Festival di Sanremo. Ed è subito, come da tradizione, pioggia di critiche e di ironia. Anche quest’anno infatti, accanto ai nomi di big storici della musica italiana (alcuni anche da un po’ lontani dalle scene da Raf a Masini, da Gianluca Grignani a Irene Grandi, da Alex Britti a Nek), troviamo molti nomi di giovani “prodotti da talent” (Chiara Galiazzo, Annalisa e anche il neo vincitore di X Factor, i Dear Jack, Lorenzo Fragola).

Ci sarà anche, per via di una modifica al regolamento, una cantante non italiana (ma che si esibirà nella nostra lingua): si tratta di Lara Fabian. Un primo passo della nuova Italia a cui gli italiani devono abituarsi attraverso l’arma di persuasione di massa rappresentata dalla tv.

Ma a lasciare perplessi nella scelta dei concorrenti quest’anno è l’ammissione alla gara di vip non propriamente cantanti: lanciano la sfida Grazia Di Michele e Platinette che si esibiranno in duo con un brano contro i pregiudizi.  L’esperimento avrà maggiore successo del tentativo di Emanuele Filiberto che cantò in trio (c’era anche Pupo)? Saliranno sul palco anche I Soliti Idioti (che al Festival erano già intervenuti come ospiti comici in un siparietto che a dire il vero non aveva entusiasmato la critica). Forse l’obiettivo di Conti era veramente quello di attirare una platea più ampia possibile in nome degli ascolti ma per fare questo il conduttore fiorentino non sta correndo il serio rischio di mandare in archivio quello che un tempo si chiamava Festival della Musica Italiana? Quella di Conti sarà quindi la scelta giusta? Qualcuno ha ironizzato sul fatto che così Sanremo sembrerà più I migliori anni. Ma forse è il caso di ascoltare prima i brani in gara e poi, eventualmente giudicare. Ma i veri giudici saranno l’audience durante le serate (che l’anno scorso non è andato affatto bene) e poi gli ascolti in radio dopo la finale (perché non sempre chi vince è quello che poi ha più successo radiofonico). All’auditel l’ardua sentenza.

I SOLITI IDIOTI DAL CINEMA A SANREMO

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