Santoro show migliaia i partecipanti

18 giugno 2011 07:180 commenti

Migliaia di persone hanno partecipato alla serata per i 110 anni della Fiom, con musica, spettacolo informazione, e un pubblico di oltre diecimila persone arrivate da tutta l’Italia.

Al Parco Angeletti di Bologna, in occasione dello spettacolo organizzato da Michele Santoro&co, sul palco un via vai di volti noti: Marco Travaglio, Antonio Di Pietro, Dandini e Crozza, ma non poteva certamente mancare lui, che a sorpresa è apparso davanti all’immenso  pubblico, Roberto Benigni, la “Santoro-sopresa”.

Santoro, tenendosi in disparte per buona parte dello show, al suo pubblico ha riservato parecchie sorprese. Una serata organizzata a Bologna per dimostrare che “qualcosa sta cambiando, che c’è una domanda di partecipazione nuova”, il giornalista spiega dettagliatamente la sua idea di televisione libera dopo l’ultima battaglia e l’addio alla Rai. Passa poi le redini a Serena Dandini, che svela subito la sua missione di “riportare Santoro in Rai”, e Vauro in versione dantesca, trasmette spezzoni di Aniene di Corrado Guzzanti, manda in onda il Sergio Marchionne di Maurizio Crozza, lascia spazio a Marco Travaglio e al pm Antonio Ingroia, fa cantare i Subsonica, Teresa De Sio e Daniele Silvestri e dà voce ai tanti precari e cassintegrati che gridano il loro diritto al lavoro, vero protagonista della serata.

Santoro appare poi con una tuta da metalmeccanico alla fine della serata e parla direttamente al premier Silvio Berlusconi. “Lei sta facendo di tutto per farmi diventare disoccupato, ma non ci riuscirà. E siccome lei una volta ha detto di essere presidente operaio, le parlo da operaio a operaio”, esordisce “Ci dobbiamo riprendere quello che ci avete tolto: l’aria, il mare, la scuola. Il nostro futuro. Da operaio a operaio, se lei mi chiede: ‘ci saranno lavoratori nel futuro di questo paese? Le dico sì, sì, sì e sì”.

E’ la volta di Benigni. Il comico sale sul palco, salta al collo del giornalista, si butta a terra e corre. “L’Italia s’è desta”, grida correndo sul palco.  “Voi siete l’Italia migliore, cari lavoratori”, ha detto al folto pubblico, riferendosi a suo modo a Brunetta e alla sua polemica con i precari: “Meglio non parlare di Brunetta, sarebbe come sparare sulla crocetta rossa”. e alla Fiom, “il piu’ bel sindacato degli ultimi 110 anni”. Il lavoro, ha detto Benigni “e’ un diritto che nessuno ci puo’ togliere, e’ una cosa sacra, e ogni legge che attenti al lavoro è un sacrilegio. Cari lavoratori, siete l’Italia migliore”.

Ultimo aggiornamento 18 giugno 2011 ore 09,20

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