Schettino impugna il licenziamento intimato da Costa Crociere

10 ottobre 2012 09:360 commenti

A seguito del naufragio della Costa Concordia al largo dell’Isola del Giglio, incidente in cui persero la vita 32 persone, Costa Crociere ha dapprima allontanato e poi licenziato il comandante Francesco Schettino. Ma lui non ci sta e per questo ha già provveduto ad impugnare il licenziamento davanti al giudice del lavoro, chiedendo non solo il reintegro ma anche il pagamento degli stipendi arretrati. Secondo il comandante, infatti, quando si verificò l’incidente lui si comportò in maniera corretta e pertanto il licenziamento intimato dalla compagnia di navigazione è illegittimo. Sulla faccenda viene comunque mantenuto stretto riserbo, soprattutto perché si ritiene che la decisione del giudice del lavoro potrebbe influire anche sul procedimento penale volto ad accertare le responsabilità di Schettino.

Secondo le indiscrezioni, Costa Crociere avrebbe deciso di licenziare Schettino anche sulla base delle testimonianze fornite da alcuni passeggeri, che hanno raccontato di aver visto il comandante bere una grossa quantità di vino la sera in cui si è verificato il naufragio, nonché di averlo visto abbandonare la nave nonostante il panico che si era creato a bordo e nonostante sulla nave in quel momento fossero presenti ancora numerose persone, come testimonia anche la registrazione della telefonata tra Schettino e l’ufficiale della Capitaneria di Livorno, Gregorio De Falco, che ordinò al comandante di tornare a bordo.

Per il tragico naufragio del 13 gennaio scorso, ricordiamo, risultano indagati anche tre manager di Costa Crociere: Roberto Ferrarini, Manfred Ursprunger e Paolo Mattesi.

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