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Sospesa la protesta dei tassisti contro le liberalizzazioni introdotte nel settore dal governo Monti col decreto "Cresci Italia", che ha causato grossi disagi in tutte le città italiane. Polemiche sulla proposta di proseguire la contestazione a Roma secondo modalità alternative, come lo scioglimento dei turni, che secondo molti sindacati non è stata approvata all'unanimità.

Sciopero dei taxi sospeso

Torna lentamente alla normalità la situazione a Roma, Milano, Bologna e nelle altre grandi città italiane ove stanno regolarmente riprendendo i servizi delle auto bianche, dopo lo sciopero nazionale dei tassisti indetto per protestare contro il decreto “Cresci Italia” e le liberalizzazioni con esso introdotte dal governo Monti nel settore, e riguardanti soprattutto un aumento delle licenze e una maggiore flessibilità degli orari.

Alle 14 ore di stop, andate avanti in tutta Italia dalle ore 8 alle 22 dello scorso 23 gennaio, che hanno causato grossi disagi soprattutto per i tanti turisti all’oscuro dello sciopero, faranno probabilmente seguito altre forme di protesta. A Roma, dopo il presidio organizzato al Circo Massimo e l’altissima adesione che ha paralizzato la capitale in punti nevralgici quali l’aeroporto di Fiumicino e la stazione Termini, alcuni sindacati del settore hanno deciso di proseguire la contestazione chiedendo al sindaco Gianni Alemanno di sciogliere i turni per 15 giorni.

Con lo scioglimento dei turni, con cui non sarà rispettata rispettare la normale suddivisione dei taxi nelle diverse fasce orarie, i tassisti, così come annunciato da Nicola Di Giacobbe leader di Unica Cgil, intendono dimostrare che il numero di auto bianche attualmente presenti nella capitale è più che sufficiente ad offrire i servizi richiesti.

Sulla proposta, tuttavia, ci sono scontri e polemiche poiché molti sindacati (Ciisa-Taxi, Uritaxi, Fast, Confartigianato Lazio, Ata casartigiani, Claai, Uil trasporti, Uti, Cna e Uri) hanno reso noto, in un comunicato congiunto, che sulla decisione di sciogliere i turni non c’è alcuna unanimità né in tal senso sono state date indicazioni dal Parlamentino taxi nazionale. Parere negativo alla proposta arriva anche dal Campidoglio secondo cui non è possibile autorizzare uno stravolgimento del servizio pubblico per consentire una protesta che può andare avanti solo con uno sciopero da svolgersi secondo le modalità previste dalla legge.

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