Sciopero delle farmacie il 29 marzo 2012

26 marzo 2012 13:280 commenti

Federfarma, l’associazione che riunisce le farmacie italiane, ha proclamato uno sciopero generale per giovedì 29 marzo 2012, convocando al contempo l’Assemblea nazionale per adottare ulteriori iniziative di carattere sindacale.

Il motivo di tale sciopero riguarda l’interpretazione del Ministero della Salute in merito ad alcuni aspetti dell’art.11 del Dl sulle liberalizzazioni, che secondo l’associazione  rischia di compromettere gravemente la categoria dei farmacisti. Federfarma, in particolare, punta il dito soprattutto sulla norma che prevede l’obbligo di lasciare la direzione della farmacia una volta compiuti i 65 anni di età, un’interpretazione che a suo avviso contrasta con il posticipo dell’età pensionabile e che quindi appare controcorrente rispetto a quanto succede nel Paese per le altre categorie di lavoratori. I farmacisti, dunque, saranno gli unici professionisti ad essere costretti a lasciare la direzione della propria azienda al compimento del sessantacinquesimo anno di età.

DECRETO LIBERALIZZAZIONI CON TESTO DEFINITIVO


A seguito dell’annuncio dello sciopero, l’Autorità Garante ha inviato una segnalazione all’associazione, in quanto non sono stati rispettati i 10 giorni di preavviso. Nonostante questo, tuttavia, nel corso di un’intervista rilasciata a Quotidiano Sanità, il presidente di Federfarma, Annarosa Racca, ha affermato che lo sciopero ci sarà comunque in quanto i farmacisti non possono aspettare, dal momento che tra pochissimi giorni numerose farmacie saranno a rischio chiusura. Posticipare lo sciopero, ha precisato Racca, avrebbe voluto dire posticipare la protesta alla metà di aprile, dal momento che la legge prevede l’impossibilità di indire  scioperi nella settimana precedente e successiva ad alcune festività, tra cui figura anche la Pasqua.

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Oltre allo sciopero generale del 29 marzo, Federfarma ha anche inviato una diffida alle Regioni ad applicare la normativa prevista dall’art.11 secondo l’interpretazione fornita dal ministero della Salute e una lettera al presidente della Repubblica per chiedere di valutare le preoccupazioni della categoria.

Nonostante lo sciopero, tuttavia, alcune farmacie dovranno essere aperte per garantire il servizio. Inoltre la protesta non riguarderà l’intero territorio nazionale, dal momento che Federfarma Umbria ha già fatto sapere che non aderirà in quanto ritiene che lo sciopero non sia l’iniziativa più adatta per difendere i diritti dei cittadini e gli interessi della categoria.






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