Scoperte 35 case chiuse a Savona

1 febbraio 2012 13:390 commenti

I carabinieri del Comando provinciale di Savona hanno smantellato un’associazione a delinquere costituita prevalentemente da donne e dedita alla sfruttamento della prostituzione. Secondo le indagini fatte dalla procura, le ragazze venivano ingaggiate tramite annunci pubblicati su giornali o quotidiani e poi costrette a prostituirsi in vari appartamenti del nord Italia.

Dopo mesi di intercettazioni e pedinamenti, i carabinieri hanno scoperto 35 case d’appuntamento nell’ambito di un’operazione che ha portato all’arresto di sette donne sudamericane, accusate di aver messo in piedi una fitta rete indirizzata allo sfruttamento della prostituzione. Le vittime del racket sono più di quaranta e dalle informazioni in nostro possesso sappiamo che le donne dovevano consegnare più della metà dei loro guadagni alle sette sfruttatrici.


Le prostitute, tutte straniere, venivano fatte ruotare in Liguria, Emilia, Piemonte e Lazio, dove sono state scoperte quasi la totalità delle case d’appuntamento. I carabinieri dopo aver arrestato Juliana Ferreira Gomes, ritenuta il capo della banda, hanno incarcerato anche un’altra brasiliana, una colombiana, una dominicana, un equadoriana e un’etiope, tutte accusate di concorso in sfruttamento della prostituzione a vario titolo e associazione a delinquere. Durante il blitz le forze dell’ordine hanno sequestrato cellulari, pc portatili e un’agenda dove la Gomes teneva la contabilità dell’organizzazione e conservava il nome dei migliori clienti delle ragazze.






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