Sollevamento del suolo a causa del terremoto

8 giugno 2012 14:570 commenti

La scossa di terremoto del 29 maggio scorso in Emilia Romagna ha provocato un sollevamento del suolo di circa 12 cm. A comunicarlo è stato il Consiglio nazionale delle ricerche a fronte dei risultati dell’attività di monitoraggio dallo spazio delle aree dell’Emilia Romagna colpite dal terremoto, avviata nei giorni scorsi dal Dipartimento della Protezione civile proprio al fine di osservare eventuali mutamenti.

ASSICURAZIONE TERREMOTO OBBLIGATORIA IN UN DISEGNO DI LEGGE


Lo studio è stato condotto congiuntamente dall’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Irea-Cnr) di Napoli e dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) attraverso l’utilizzo di una tecnica denominata interferometria differenziale e che consente di misurare eventuali spostamenti del terreno, in particolare sono state messe a confronto le immagini acquisite due giorni prima della scossa, il 27 maggio, e quella acquisite successivamente al terremoto, il 4 giugno. La zona interessate in misura maggiore dal sollevamento è quella tra Mirandola e San Felice sul Panaro, nella provincia di Modena.

PERCHÉ I TERREMOTI NON SI POSSONO PREVEDERE?

Il risultato dello studio, oltre a  consentire un’analisi dettagliata della zona in cui si sono verificate le deformazioni del suolo, conferma anche che la faglia del 29 maggio si colloca nella continuazione verso ovest di quella da cui ha avuto origine il terremoto del 20 maggio.

Nel frattempo in Emilia Romagna continuano a verificarsi continue scosse di terremoto, anche se di intensità inferiore rispetto a quelle del 20 e del 29 maggio scorso. Per tale motivo lo stato di emergenza è stato prolungato fino al 31 maggio 2013.






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