Standard Chartered licenza bancaria a rischio per accusa autorità USA

7 agosto 2012 15:490 commenti

Nel corso delle ultime ore in Gran Bretagna i notiziari hanno fatto passare in secondo piano le ultime novità sulle gare e sugli atleti delle Olimpiadi di Londra 2012. A scavalcarle è stata la notizia riguardante l’accusa mossa dal New York State Department of Financial Services nei confronti del colosso bancario britannico Standard Chartered, accusato di avere riciclato denaro sporco per circa 250 miliardi nel decennio 2001-2010.


Più nel dettaglio, le accuse mosse dal sovrintendente del Dfs, Benjamin Lawsky, contenute in un documento di 27 pagine, parlano di circa sessantamila transazioni illegali aventi ad oggetto soldi destinati a istituzioni finanziarie iraniane sanzionate dagli Stati Uniti e che sarebbero stati utilizzati a sostegno del programma nucleare di Teheran e di diverse organizzazioni terroristiche. L’autorità ha quindi ordinato ai funzionari di Standard Chartered di fornire una spiegazione in merito a queste apparenti violazioni di legge nel corso di un’audizione fissata per fine del mese, minacciando al contempo la revoca della licenza bancaria nei confronti della divisione statunitense della banca britannica con sede a Manhattan.

Le accuse mosse dal dipartimento statunitense sono state respinte da Standard Chartered, che assicura di aver sempre agito nel rispetto delle regole imposte dagli Stati Uniti. Ma le rassicurazioni del colosso bancario non sembrano aver convinto gli investitori: dopo la notizia, infatti, le azioni della banca inglese hanno subito un crollo del 15% circa.

 






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