Stato condannato dalla Corte dei Diritti dell’uomo

10 gennaio 2012 16:270 commenti

La Corte dei Diritti dell’uomo ha deciso di accogliere il ricorso fatto nel periodo compreso tra l’11 febbraio 1994 e il 31 dicembre 2009 da 18 cittadini di Somma Vesuviana che si lamentavano di come lo Stato italiano non è stato capace di gestire l’emergenza rifiuti. La Corte, dopo adeguate verifiche, ha potuto constatare che gli organi competenti hanno violato il diritto alla salvaguardia della vita privata e familiare, secondo gli articoli 2 e 8 della convenzione, anche se non è stato riconosciuto il danno di salute.

I giudici di Strasburgo non hanno potuto accettare questa clausola del ricorso, perché gli studi scientifici presentati non hanno potuto dimostrare una stretta correlazione tra l’aumento dei casi di cancro o l’insorgere di malformazioni genetiche e la gestione dei rifiuti, anche se l’accumulo di una quantità importante di immondizia è in grado di peggiorare le condizioni di vita dei residenti.

Per quanto riguarda il rimborso chiesto dai cittadini campani la Corte non ha riconosciuto l’indennizzo di 15 mila euro per danni morali, dal momento che la condanna per la violazione del loro diritto alla vita privata e familiare è da considerarsi una riparazione sufficiente del danno morale subito.I giudici hanno inoltre stabilito che lo Stato verserà all’avvocato Errico di Lorenzo (uno dei ricorrenti) la somma di 2,500 euro contro i 20.000 richiesti dall’uomo per le sue competenze. Per la serie “oltre il danno la beffa”, i cittadini sono stati ascoltati e hanno avuto ragione, ma a parte tante belle parole non sono riusciti a farsi rimborsare per il grave danno subito.

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