Strage di Brescia assolti tutti i cinque imputati

28 maggio 1974, ore 10.12, in Piazza della Loggia a Brescia è in corso una manifestazione antifascista indetta dai sindacati, quando una bomba viene fatta esplodere, pare si tratti di un attentato terroristico, compiuto da gruppi neofascisti, la deflagrazione provoca la morte di otto persone e il ferimento di altre 100.

Dopo una lunga storia giudiziaria durata 36 anni, siamo giunti ad una svolta. 

I giudici della Corte d’Assise di Brescia hanno assolto tutti i cinque imputati al termine del processo per la strage di Brescia. 

Vediamo chi sono gli imputati assolti: 

Delfo Zorzi ex ordinovista veneto, assolto in appello anche per la strage di piazza Fontana del 13 dicembre 1969. Vive in Giappone dal 1975,  dove esercita attività imprenditoriale nel campo della moda. Per lui la Procura aveva chiesto l’ergastolo.

Carlo Maria Maggi,  capo di Ordine Nuovo in Veneto, al processo per la strage di Piazza della Loggia, come per quella di Piazza Fontana e per l’attentato alla Questura di Milano (maggio 75), era accusato di essere uno degli organizzatori e la mente politica. Assolto in appello sia per piazza Fontana che per la Questura.

Pino Rauti, uno dei fondatori di Ordine Nuovo, segretario del MSI e deputato eletto nelle liste dello stesso partito. Era accusato di essere uno degli ispiratori politici della strage di Brescia.

Francesco Delfino,  ex generale dei carabinieri all’epoca della strage comandava il Nucleo operativo. Secondo l’accusa avrebbe avuto il ruolo di depistare le indagini sull’eccidio; all’epoca dei fatti seguiva le indagini per individuare i responsabili della carneficina.

Maurizio Tramonte,  ex ordinovista veneto e spia nell’organizzazione per conto del Sismi.

L’assoluzione è intervenuta in base all’articolo 530 comma 2 assimilabile alla vecchia insufficienza di prove. 

Così Manlio Milani , presidente dell’associazione familiari delle vittime della strage di Piazza della Loggia, commenta dopo aver ascoltato la lettura della sentenza di assoluzione dei cinque imputati: 

“L’unica cosa che mi domando in questo momento, a cui penso, sono quegli otto morti: Noi eravamo in piazza quella mattina. In questo processo le cose che mi hanno colpito sono state le reticenze, le falsità che hanno raccontato. Stiamo ancora combattendo con un Parlamento che ti dice che sull’applicazione della legge sul segreto di Stato, a quattro anni dalla sua approvazione non ci sono ancora i regolamenti applicativi. Non esiste alcuna volontà di affrontare quegli anni”.

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