Taglio agli sconti fiscali

19 dicembre 2011 18:210 commenti

Tagliare la spesa pubblica, che al netto delle pensioni e degli interessi ha ormai raggiunto i 480 miliardi di euro: questo il passo successivo previsto dal governo Monti dopo aver incassato il via libera definitivo alla manovra finanziaria, la cui approvazione dovrebbe arrivare entro il 23 dicembre prossimo. Già fissato, infatti, l’appuntamento tra il Presidente del Consiglio, Mario Monti, e i principali ministri economici, da quello dei Rapporti col Parlamento, Piero Giarda, a quello dello Sviluppo, Corrado Passera, per discutere sulle misure da adottare in vista di una riduzione dei costi dello stato.

Due i provvedimenti al centro del dibattito, ossia il blocco dell’aumento della spesa primaria al 50% della crescita del Pil (il cosiddetto emendamento Morando) e la riduzione delle 720 agevolazioni, deduzioni e detrazioni fiscali di cui beneficiano famiglie ed imprese (il cui costo ammonta a 253 miliardi), che con le risorse recuperate mediante una stretta su beni e servizi, oltre che attraverso un contenimento degli sprechi, dovrebbero consentire al sistema un risparmio complessivo di 10 miliardi di euro.

I tagli del Governo alla spesa pubblica saranno operati secondo la spending review, ossia tramite una selezione che individua le spese necessarie e gli sprechi, superando la strategia dei tagli lineari adottata dall’ex ministro Tremonti. L’obiettivo di Monti è quello di approvare in tempi rapidi una riforma del sistema fiscale con tagli selettivi alle agevolazioni eccessive, inutili o che si sovrappongono ad analoghe provvidenze assistenziali Inps e che non vada invece a sacrificare quelle ritenute intoccabili, come le detrazioni sui carichi di famiglia e sul lavoro dipendente.

Ecco dunque che nel mirino del provvedimento potrebbero finire diverse voci che attualmente gravano sulla spesa dello stato: dalle agevolazioni per le donazioni alla Biennale di Venezia o all’Ospedale Galliera e per le cure veterinarie a favore di 60mila amici degli animali; a quelle ben più importanti che riguardano le spese sanitarie, i mutui sulla prima casa, le assicurazioni sulla vita e quelle contro gli infortuni. Quasi certamente saranno invece colpite le agevolazioni Iva e quelle sulle accise.

I risparmi derivanti da tali decurtazioni dovrebbero essere utilizzati per una riforma dell’assistenza e degli ammortizzatori sociali, soprattutto con l’obiettivo di aiutare fasce deboli come quella dei disoccupati.

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