Tensione tra Francia e Turchia

23 dicembre 2011 14:590 commenti

Oramai è alta tensione tra il Governo francese e quello turco in seguito all’approvazione della proposta di legge da parte del Parlamento transalpino presentata al fine di  contrastare il negazionismo del genocidio degli armeni perpetrato dai turchi nel biennio 1915/1917. Tutto ciò, anche se precedentemente Ankara aveva minacciato la Francia di interrompere i rapporti politici ed economici.

In breve, il testo legislativo francese prevede 1 anno di reclusione e 45 mila euro di multa per chi nega il genocidio armeno (la storiografia ufficiale parla di un numero di vittime pari a circa 1,5 milioni). Ma il Governo di Ankara, presieduto da Erdogan,  riconosce la morte di 500 mila armeni, ma considera che essi siano state vittime dei massacri dovuti allo scoppio della Prima Guerra Mondiale e non di un genocidio.

Si pensa che la Francia abbia iniziato l’iter burocratico della suddetta legge, perché in pratica non vuole l’entrata della Turchia nell’Unione Europea. Dal canto suo, Erdogan ha già richiamato il proprio ambasciatore da Parigi e sprezzante ha detto ai giornalisti:«Si stima che il 15% della popolazione algerina è stata massacrata dai francesi a partire dal 1945. Questo è un vero e proprio genocidio».

La replica del presidente Sarkozy è stata:«Io rispetto le convinzioni dei nostri amici turchi, si tratta di un grande Paese, di una grande Civiltà, ma loro devono rispettare le nostre».

Dato che la Turchia è uno stato cuscinetto fondamentale per i rapporti con il mondo mediorientale (Siria ed Iran su tutti), dobbiamo auguraci che il disgelo tra queste due gloriose nazioni si attenui, per ricostruire insieme, nel rispetto della storia di milioni di vittime del Novecento, nuovi e solidali rapporti socio-politici.

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