Traffico aereo graduale recupero

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Oggi in Italia sono già decollati un aereo su tre, rispetto al resto d’Europa, dove le partenze sono state una su sei.

L’aeroporto di Londra, ha autorizzato alcune partenze, mentre la Polonia e la Finlandia, apriranno i loro spazi aerei questa mattina.

Per quanto riguarda le rotte verso l’Asia el’America sono già operative.

La nube di cenere del vulcano islandese sembra che stia dando una tregua allo spazio aereo e gli aeroporti europei cercano di recuperare gradualmente la normalità, dopo sei lunghi giorni di caos.

Uno degli ultimi ad aprire le porte è stato il più importante, l’aeroporto di Heathrow di Londra, dove questa mattina, è atterrato il primo aereo, dall’ultimo di giovedì scorso.

Oltre al tracollo degli utili  delle compagnie aeree,  (ieri tra l’altro vi è stato un crollo netto delle azioni in borsa), anche nel settore del turismo europeo, la stima delle perdite finanziarie potrebbe raggiungere ad oggi gli oltre 1.150 milioni di euro e forse i disguidi per i viaggiatori continueranno fino al prossimo mese di maggio.

Le compagnie aeree stanno affrontando enormi  perdite finanziarie, per gli “alti costi” (circa 200 milioni di dollari al giorno) per le delocalizzazioni e il rimpatrio dei passeggeri bloccati.

Alcune di queste hanno già chiesto all’Unione Europea e ai governi nazionali un risarcimento per la restrizione dei voli, causata dagli effetti dell’eruzione vulcanica.

Nonostante la ripresa dell’attività aerea, le autorità sono prudenti e seguono da vicino l’azione del vulcano Eyjafjallajökull.

La grande nube di cenere, fonte di caos degli ultimi sei giorni, è ancora stabile in alcune zone d’Europa, sebbene fortemente indebolita.

L’Organizzazione Meteorologica Mondiale confida che inizierà a svanire entro il fine settimana, per un sistema di bassa pressione in campo meteorologico, in movimento da quest’isola del nord Atlantico.

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