Tubercolosi in Italia per colpa dell’immigrazione

3 settembre 2014 12:200 commentiDi:

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In Italia tornano a colpire anche malattie debellate e dimenticate da tempo nei paesi sviluppati. Tra queste è ad esempio la tubercolosi, che si contrae a causa di un batterio, la quale sembra essere tornata in Italia dai paesi in via di sviluppo, veicolata dagli immigrati che giorno dopo giorno approdano sulle coste italiane. Questo scottante problema è stato proprio oggi riaperto da Beppe Grillo, il quale, attraverso il suo blog, ha rilanciato la questione dei casi di contagio. 

Le cause e la trasmissione della tubercolosi

In Italia, infatti, nell’ultimo periodo ci sono stati circa 40 casi di contagio tra i poliziotti impegnati nelle operazioni di soccorso agli immigrati, gli ufficiali che hanno prestato servizio all’accoglienza dei profughi del mare. Il sindacato della Polizia, il Consap, ha già presentato una denuncia su questi fatti.

Secondo Beppe Grillo, tuttavia, la questione del contagio della tubercolosi ai cittadini italiani è caduta in breve tempo nel vuoto, perché non si tende a dare la giusta importanza alle malattie infettive che possono arrivare dalle coste dell’Africa, pur di non scatenare un problema di razzismo.

Come avviene la diagnosi della tubercolosi

Le malattie infettive che possono arrivare dal nord Africa, tuttavia, secondo il leader del M5S, non devono essere trattate come un tabù, ma devono essere adeguatamente prevenute e trattate, dal momento che veicolano un rischio reale. Per la tbc, ad esempio, non esiste al momento alcun vaccino, anche se si tratta  di una malattia debellata da tempo in Italia.

La Consap, del resto, ha denunciato che, durante le operazioni di soccorso, ai poliziotti non vengono forniti neanche gli strumenti essenziali di profilassi per evitare il rischio di un contagio. Le stesse misure andrebbero invece prese a protezione della popolazione civile che vive nelle zone degli sbarchi.

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