Ucciso a Tunisi Leader opposizione

6 febbraio 2013 22:390 commenti

Una drammatica notizia sopraggiunge a due anni dalla Rivoluzione dei gelsomini. Poche ore fa è stato assassinato Chokri Belaid, leader del partito all’opposizione del Governo.

Ora la Tunisia rischia di cadere nuovamente nel caos, con il sangue pronto a spargersi sulle strade, malgrado le speranze di laici e religiosi per un cambiamento davvero democratico. Ora si spera dunque in un nuovo governo tecnico che riporti unità nazionale.

L’esecuzione

Il gesto che ha posto fine alla vita del capo del partito dei Patrioti democratici, formazione di opposizione laica, è inequivocabile. Si tratta a tutti gli effetti di un’esecuzione, condotta da un commando di due persone.

I due killer erano a bordo di una motocicletta. Si sono affiancati all’auto di Belaid, attendendo che scendesse dalla propria abitazione e poi lo hanno ammazzato sparandogli al petto e all’addome.

Presunta complicità dell’autista


La giornalista, Nadia Daoud, vicina di casa di Belaid, ha dichiarato di sospettare che anche l’autista di Belaid possa essere coinvolto nell’omicidio, dopo averlo visto chiacchierare con un membro del commando appena prima dell’omicidio.

L’omicidio arriva quando il paese maghrebino si trova in un momento di transizione, con un’Assemblea costituente che sta cercando di scrivere la nuova Costituzione. L’omicidio dell’eccellente uomo politico non lascerà certo tutti tranquilli.

Il messaggio del Premier

Intanto, il premier Hamad Jebali in un messaggio alla Nazione, ha interpretato l’omicidio come una lezione per il Paese, affinché non si perda più tempo e ognuno si assuma le proprie responsabilità. Poi Jebali ha aggiunto: “Ho deciso di comporre un governo di unità nazionale e di durata limitata, con la presenza di tecnici di nessuna appartenenza partitica, per amministrare il Paese e prepararlo a elezioni libere e trasparenti”.

Il premier ha successivamente invitato tutti i tunisini a non dare luogo a nessuna manifestazione o a sit in così che si possa dar modo al nuovo governo di lavorare.






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