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Vendita carne di bestiame clonato

La vendita di carne di bestiame clonato sta preoccupando molto gli inglesi.

In Gran Bretagna, un’inchiesta ha rivelato che due mucche clonate sono state abbattute, delle quali,  la carne è stata messa in vendita per il naturale consumo alimentare, senza alcuna autorizzazione. 

Tuttavia, le autorità locali ribadiscono che la carne non rappresenta alcun pericolo per la salute dei consumatori. 

La vicenda è iniziata, venerdì scorso, a seguito delle rivelazioni di un agricoltore britannico, che ha  riportato sul quotidiano International Herald Tribune,  che tagliava il suo latte di mucca “normale” con quello di una vacca nata da un animale clonato. 

Questa dichiarazione ha portato, immediatamente, le autorità sanitarie a ricorrere ad un’adeguata indagine; infatti, la vendita di prodotti alimentari provenienti da cloni non è assolutamente permessa. 

Nel frattempo, un altro minuzioso controllo da parte della Food Standards Agency (FSA),  ha portato alla luce un’altra scoperta, rafforzando i timori dei consumatori britannici.  

Le indagini degli investigatori hanno portato all’identificazione di un imprenditore agricolo di Highland in Scozia, che ha acquistato da una società statunitense, due embrioni di mucca provenienti da un animale clonato. 

Entrambi i bovini, una volta diventati adulti, sono stati abbattuti, pertanto, la carne di uno di questi è stata venduta ai consumatori ignari, nel mese di luglio 2009.

Per quanto riguarda, invece, l’altro animale ucciso il 27 luglio scorso, sarebbe stato intercettato e, di conseguenza, bloccata la vendita delle sue carni. 

Secondo la BBC, sarebbe stata posta in vendita, altra carne di bovini clonati nello scorso mese di maggio. 

Dal canto suo, la FSA ha ammesso di non essere a conoscenza del numero degli embrioni di animali clonati che sono stati importati in Gran Bretagna.

In base al “Daily Mail”, nel Regno Unito, sarebbero nate da cloni, almeno 105 vacche di razza Holstein, negli ultimi quattro anni. 

Una prima mucca clonata aveva dato alla luce otto bovini, che a loro volta, avrebbero potuto generarne altri 97. Questi animali sono molto ricercati dagli agricoltori, per la loro capacità di produrre latte, inoltre, è molto  apprezzata anche la loro carne. 

La clonazione permette di assicurare ai discendenti le stesse qualità, a costi inferiori. 

Alla luce di questi nuovi risultati, la FSA ha deciso di porre in atto ulteriori controlli, temendo che il fenomeno possa allargarsi a macchia d’olio. 

La legislazione europea prevede che la vendita di carni e prodotti generati da cloni e dalle loro progenie,  richiede una specifica autorizzazione per l’immissione sul mercato.  

Gli esperti, comunque, rassicurano, che attualmente non vi sono prove di nocività di tali prodotti per la salute dei consumatori. Il professor Hugh Pennington, esperto di sicurezza alimentare, presso l’Università di Aberdeen, ha dichiarato “Nessun pericolo per la salute nè ora, nè mai”.

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