Home / News / Vicenza: rapinatrice seriale arrestata. Per i CC sono 13 le rapine ad anziani

Vicenza: rapinatrice seriale arrestata. Per i CC sono 13 le rapine ad anziani

Per i Carabinieri del Comando Provinciale di Varese, la vicenda della donna di 69 anni che si era specializzata in furti e rapine ai danni di soggetti anziani che vivono da soli e in zone isolate, potrebbe avere dimensioni ben maggiori rispetto a quelle che si erano ipotizzate all’inizio. Secondo gli inquirenti, infatti, sarebbero non meno di 13 le rapine che l’arzilla 69enne avrebbe compito ai danni di vecchietti delle province di Vicenza, Venezia e Padova.

Ad incastrare la rapinatrice seriale sarebbe il modo di agire, sempre lo stesso stesso. Gli inquirenti, infatti, hanno rilevato che in tutti e 13 gli episodi contestati, la ladra ha utilizzato sempre lo stesso cocktail di farmaci e sonniferi. Non solo. Sarebbe stato usato lo stesso copione anche nella procedura di abbordaggio. La 69enne, infatti, forte anche dell’età avanzata che la rendeva una insospettabile e la presentava come affidabile, fermava gli ignari anziani per strada ma non prima di essersi accertata che vivevano da soli. Quattro chiacchiere che persone che vivono da sole scambiamo sempre volentieri anche con un estraneo e poi l’ingresso dentro casa con una scusa banale. Era solo a quel punto che la 69enne palesava quelle che erano le sue intenzioni ma in modo del tutto indolore. Praticamente l’anziana vittima neppure riusciva a rendersi conto di quello che stava avvenendo. Con la scusa di sdebitarsi, infatti, la rapinatrice, si faceva avanti per preparare una gustosa bevanda nella quale erano sciolte medicine e sonniferi che erano capaci di mettere al tappeto i poveri anziani. A quel punto la ladra professionista aveva campo libero e poteva tranquillamente entrare in azione. I suoi furti erano delle vere e proprie razzie. Ad essere portati via, infatti, era gioielli e denaro contante. Al risveglio all’anziano non restava quindi altro da fare che chiamare i soccorsi e mortificarsi per quello che era avvenuto. Trattandosi di soggetti deboli che veniva prostrati psicologicamente, si ritiene che in molti non presentassero neppure la denuncia.

Loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *