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“Vietato fare e chiedere elemosina”. La decisione del Comune. Giusto o sbagliato?

Ha suscitato e sta suscitando scalpore la proposta di una giovane ‘assessora’ in quota Lega. Siamo a Viterbo e lei si chiama Claudia Nunzi. Classe 1990, è alla prima esperienza da amministratrice pubblica, delegata a settori come sicurezza e immigrazione. “Multeremo chi chiede l’elemosina ma anche chi la fa”, ha detto Nunzi scatenando un vespaio di polemiche. Anche perché la più giovane rappresentante della giunta, guidata dal neosindaco Giovanni Arena che si è insediato a Palazzo dei Priori a giugno scorso, ha parlato di “intenzione definite” alle cronache locali: vorrebbe inserire il divieto anti-elemosina nel nuovo regolamento comunale di Viterbo sul decoro urbano. L’assessora, riporta il Corriere della Sera, chiama in causa un non meglio specificato provvedimento che sarebbe già in vigore a Como. Peccato che, replicano dal Comune comasco, non ci sia ancora nemmeno l’ombra di questo divieto di fare e ricevere elemosina.

“Non abbiamo regolamenti attualmente in vigore che impediscano di mendicare o di fare la carità”, hanno fatto sapere da Como, dove le ultime normative di polizia municipale, in vigore dal 1934, sono sì in corso di revisione, ma di riferimenti a sanzioni per chi chiede un obolo non c’è traccia. Erano stati presi provvedimenti temporanei contro l’accattonaggio molesto, ma non è la stessa cosa. Un conto è chiedere l’elemosina, un altro conto pretenderla importunando i passanti.

E poi l’ordinanza in questione, firmata dal sindaco Mario Landriscina, risale a Natale dello scorso anno: multe da 50 ai 300 euro per chi chiedeva offerte infastidendo i passanti. Durò soltanto 45 giorni. In un altro Comune era stata poi avanzata la stessa proposta che l’assessore Nunzi vorrebbe attuare a Viterbo. Proposta che andò poi in fumo quella ell’ex vicesindaco di Trieste, Pierpaolo Roberti, che prevedeva una “sanzione da 150 a 900 euro per il mendicante, ma anche per chi gli elargisce il denaro”.

Sul divieto di questua, prosegue il Corriere, si era pronunciato il Consiglio di Stato che aveva accolto un ricorso dell’associazione ‘Avvocato di strada’ contro un’ordinanza del Comune di Molinella, Bologna: vietato multare e non vietato mendicare, perché secondo i giudici amministrativi chi chiede l’elemosina senza dare fastidio non può essere punito. In ogni caso, tornando a Viterbo e alla proposta di Nunzi di riscrivere il regolamento comunale l’opposizione si è già fatta sentire. È contrario il consigliere comunale Giacomo Barelli, capogruppo di Viva Viterbo: “Pretendere soldi da chi è costretto a chiederne per strada mi sembra già una contraddizione in termini – spiega – ma quale legge vieta a un cittadino di dare un euro a un mendicante? Semmai questo regolamento dovesse vedere la luce, invito alla disobbedienza civile”.

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