Wikipedia minaccia di chiudere il sito

14 dicembre 2011 14:310 commenti

Il disegno di legge Stop Online Piracy Act si è già fatto numerosi nemici negli Stati Uniti: Facebook, Google e Mozilla, i grandi motori di ricerca di Internet, ma anche le numerose organizzazioni di difesa della libertà d’espressione. In breve, tutti, eccetto Hollywood e l’industria del disco. 

Questo dispositivo di legge si propone di raggiungere l’obiettivo di bloccare il traffico relativo ai contenuti illegali, e rende responsabili di danno economico ai detentori di copyright, i siti che li ospitano.

E questa settimana, è Jimmy Wales, fondatore dell’enciclopedia on line, Wikipedia, che sale in pista. Nessuna questione per lui sul testo di questa legge, che vuole costringere gli ISP (Internet Service Provider) e i motori di ricerca a bloccare i siti indesiderati. Tuttavia la SOPA andrebbe a compromettere il buon funzionamento dell’enciclopedia, a cui vi partecipano migliaia di utenti. Secondo il fondatore di Wikipedia, le cui opinioni sono state pubblicate dal quotidiano Telegraph, “le disposizioni più controverse del SOPA forzerebbero siti web che apportano contenuti creati dagli utenti, come Wikipedia, a predisporre ulteriori restrizioni o a sorvegliare costantemente la loro attività.„      


Quindi per protestare contro questo disegno di legge antipirateria che crea molte polemiche, Jimmy Wales ha proposto uno sciopero di Wikipedia e chiede a coloro che contribuiscono, di postare il loro parere sulla sua pagina. L’idea è quella di chiudere temporaneamente la versione inglese di Wikipedia per fare pressione sul congresso americano. “Una piccola ribellione popolare è necessaria per interrompere questo progetto di legge. La nostra forza non deve essere sottovalutata„, ha dichiarato a Telegraph. 

Prima vittoria in Italia 

Jimmy Wales aveva già tenuto testa al nostro Parlamento italiano. Un’iniziativa simile era stata condotta sulla versione italiana di Wikipedia, nel mese di ottobre, per protestare contro un disegno di legge draconiano, che mirava a costringere i siti web a rettificare il contenuto pubblicato su Internet, che coinvolgeva una determinata persona, sulla semplice richiesta della stessa. In seguito al blocco temporaneo del sito Wikipedia, di soli tre giorni, “il governo ha immediatamente archiviato il disegno di legge, denominata Legge bavaglio„, si rallegra Jimmy Wales.  

Articolo correlato: Wikipedia si ribella contro Ddl bavaglio e blocca il suo sito

 

Ultimo aggiornamento 14 dicembre 2011 ore 15,31






Tags:

Lascia una risposta