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Zingaretti: “pronto a fare le primarie del PD”

Solamente lui è riuscito a portare a casa un risultato elettorale soddisfacente dopo la catastrofe del 4 marzo in casa del più di. Nicola Zingaretti, è stato da poco riaffermato all’incarico del governatore del Lazio, adesso scende in campo per la segreteria del Pd dopo le dimissioni annunciate da Matteo Renzi.

Io ci saro’. Anche alle primarie, non escludo nulla”. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti annuncia cosi’ l’intenzione a correre per la segreteria del Pd e, intervistato da Repubblica, sostiene il posizionamento all’opposizione, spiega che il modello e’ l’Ulivo e auspica un congresso “aperto e unitario” il cui tema dovrebbe essere “l’articolo 3 della Costituzione”. “La mia parola – dice – e’ rigenerazione: non solo del Pd, ma di tutta la sinistra. E senza accordi calati dall’alto, ma aprendo un grande confronto, vero e forte”.

“Dobbiamo stare all’opposizione. Non siamo stati noi a deciderlo, ma gli elettori. Chi ha vinto provi a governare”, afferma Zingaretti. “Mi pare che i 5 stelle, in quella che io chiamo la loro istituzionalizzazione, abbiano capito che il vaffa non e’ un buon metodo di governo: hanno cavalcato la rabbia, vedremo se sanno anche governarla. La destra pensa invece che la rabbia abbia bisogno di un colpevole da punire: il nero, l’immigrato, il diverso. Noi dobbiamo stare all’ opposizione per elaborare una proposta rigenerante che torni ad offrire un orizzonte alla rabbia, la trasformi in progetto politico, in una nuova speranza”. Per Zingaretti, secondo cui le nomine dei presidenti delle Camere andrebbero “tenute lontane dalla trattativa per il governo”, la vittoria in Regione e’ anche merito “di un progetto politico che nel Lazio ha unito tutta la sinistra. Abbiamo fatto l’accordo con Liberi e Uguali, avevamo con noi i sindaci, le liste civiche e, soprattutto, i giovani. E’ un modello che rilancia lo spirito dell’Ulivo. Ed e’ il modello che vorrei proporre a livello nazionale”.

Su Matteo Renzi, “non l’ho mai votato, ma ho avuto con lui un rapporto di franchezza e di lealta’. Gli riconosco che, con grande energia e a modo suo, ci ha provato. E’ un’esperienza che non possiamo liquidare”, dichiara Zingaretti. In Regione, dove manca la maggioranza, “fissero’ quattro punti: rifiuti, sanita’, fiscalita’ e sviluppo economico. Se ci stanno, bene”, spiega il governatore. Altrimenti “non sono attaccato alla poltrona. Arriverei piu’ libero al congresso del Pd”.

Nell’intervista Zingaretti  parla anche del possibile effetto-Montalbano: “Diciamo che sono il fratello di un attore amatissimo che mi ha sempre aiutato in ogni campagna elettorale. Noi Zingaretti offriamo un’idea di famiglia molto unita e molto italiana”.

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