1000 giorni da vivere passo dopo passo. Quanto durerà?

2 settembre 2014 11:370 commenti

L’ennesimo annuncio su Twitter cui è seguita prontamente una conferenza stampa per snocciolare davanti ai giornalisti la ricetta della rinascita italiana. Adesso Renzi convince molto meno e annoia un po’ di più. Ci sarebbe da chiedersi #quantodurerà?

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Matteo Renzi, fin dal suo insediamento, ha capito di dover parlare all’elettorato grillino, ponendosi sul suo stesso piano mediatico e così ha invaso Twitter con tantissimi hashtag che avrebbero dovuto veicolare riforme alla velocità della luce ma che si sono infranti nella lentezza farraginosa della burocrazia.

Soltanto il web gli sta ancora dietro a questo premier supersonico e infatti, prima della conferenza stampa era già online il nuovo sito, quello su cui monitorare l’operato del Governo. Un sito dove si possono consultare i progressi fatti dall’Esecutivo e le scadenze che è impossibile non rispettare. Un sito dove non si può commentare né proporre, alla faccia delle riforme partecipate annunciate qualche giorno fa. O si parlava soltanto di scuola?

Il sito per il monitoraggio dell’Esecutivo è Passodopopasso e c’è da chiedersi a questo punto, che brutta fine abbia il portale Italia.it annunciato anni fa da un altro politico sinistrorso che conosceva poco l’inglese. Lo ricordate Rutelli?

In conferenza stampa, Renzi ha trascurato la riforma della scuola, di nuovo, e sembra che questo atteggiamento sia in parte dovuto a degli screzi con la Giannini, in parte alle discussioni con Padoan legate alla copertura economica della stabilizzazione dei precari. Intanto il Commissario alla spending review Cottarelli, che ribadisce di non decidere nulla, propone tagli su tagli al Governo per avere un margine minimo per fare qualche riforma.

Renzi invita tutti a rinviare il giudizio sul suo operato a fine maggio 2017. Ambizioso da parte sua pensare di andare avanti così a lungo senza prima conoscere i risultati, quelli da fare e da monitorare, #passodopopasso. In fondo aveva esagerato dicendo che ci sarebbero voluti soltanto #centogiorni. Dimentico del suo precedessore da cento giorni, Silvio Berlusconi, Renzi l’ha buttata là la prima scadenza, ma adesso tutto è più chiaro: di giorni ce ne vorranno mille, ma si riuscirà a fare anche dieci volte tanto quanto è stato promesso all’inizio?

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