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5 miliardi l’anno o l’Europa diventerà nera

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“5 MILIARDI L’ANNO O L’EUROPA DIVENTERA’ NERA”, sembra quasi una minaccia, la frase formulata dal colonnello Gheddafi, ieri a Roma, durante la celebrazione del trattato di amicizia firmata tra l’Italia e la Libia. 

Per fermare l’immigrazione clandestina, la Libia ha chiesto all’Unione Europea almeno 5 miliardi di euro all’anno, “Occorre sostenere questo esercito che combatte per fermare l’immigrazione” ha aggiunto “Altrimenti l’Europa potrebbe diventare Africa, potrebbe diventare nera”.  

E’ stato un lunghissimo discorso, quello di Gheddafi,  pronunciato di fronte al premier Silvio Berlusconi e a una folta delegazione del governo presso la caserma ‘Salvo D’Acquisto, scenario della celebrazione del secondo anniversario del Trattato di Amicizia italo-libico. 

Gheddafi, durante il suo debutto ha  presentato “i drammi e le sofferenze” subite dal popolo libico a causa dell’invasione italiana, drammi tuttora presenti tra la popolazione del Paese. 

Anche Berlusconi, ha dichiarato Gheddafi, “si è oggi commosso, al punto di piangere,  alla visione delle fotografie ufficiali”,  foto esposte presso la mostra che  documentano la dolorosa pagina del colonialismo italiano. 

“Ma era un’altra Italia” ha aggiunto il colonnello. 

“Ora, con il Trattato di amicizia,  le nuove sfide saranno affrontate insieme”. Ha sottolineato Gheddafi. 

Autostrade, petrolio, calcio, film, elicotteri, treni, televisione, banche, automobili, perfino un hotel di lusso è presente nel centro di Tripoli.  

Da due anni, esattamente il 30 agosto 2008, la Libia e l’Italia hanno firmato un trattato di amicizia a Bengasi, una città della Libia, che ha chiuso un lungo e teso  contenzioso coloniale, seguito con le scuse solenni del Presidente del Consiglio al Colonnello Gheddafi. 

Tuttavia la visita della massima autorità del Paese  libico,  Muammar Gheddafi, suscita molte polemiche e malcontenti. Non tanto per il contenuto del trattato, quanto per gli interventi e i suoi comportamenti molto imbarazzanti. 

L’infelice frase da lui ribadita: “”Chiediamo inoltre che il Mediterraneo, essendo un mare interno, sia libero da flotte militari degli Stati non rivieraschi”, reggerebbe l’ipotesi che Gheddafi non vede di buon occhio la presenza di flotte non appartenenti al Mediterraneo. 

Lo show di Gheddafi è stato contestato anche da alcuni membri del Pdl. Maurizio Lupi,  vicepresidente della Camera e Mario Mauro,  capogruppo del Pdl all’Europarlamento hanno trasmesso un comunicato a La Stampa,  per biasimare la propaganda della religione profetizzata dal leader libico: 

Questo il titolo e il relativo contenuto della missiva:

“Offrire il palcoscenico al dittatore”

 
“Dopo due giorni di Gheddafi show verrebbe voglia di gridare ai quattro venti il celebre motto dell’imperatore Cesare Augusto: Signori e signore, lo spettacolo è finito. Le parole pronunciate da Gheddafi davanti alle 500 adepte non possono lasciarci indifferenti. Quel richiamo alla necessità che l’islam diventi la religione dell’Europa ha una portata dirompente. Per questo ci permettiamo di sollevare una questione: è ancora opportuno offrire il nostro paese come palconoscenico per gli spettacoli del Rais? Certo è fondamentale per noi sviluppare relazioni diplomatiche privilegiate con la Libia, ma come mai scene e appelli come quello di domenica non si vedono mai in Germania o nel resto d’Europa?”