Abolizione pensioni d’oro: la Meloni rilancia ma non si passa mai al concreto

Se si dovesse stare alle dichiarazioni e alle prese di posizione dei politici, le pensioni d’oro sarebbero state abolite già da un pezzo e invece nulla perchè i contributi pensionistici fatti passare per diritti acquisiti sono sempre li a testimoniare come la politica italiana sia fatta di molte parole e poca concretezza. L’ultima, in ordine di tempo, a chiedere l’abolizione delle pensioni d’oro è stata la numero uno di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni durante una conferenza che si è tenuta a Bari e che ha visto, tra le altre, anche la partecipazione del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

La Meloni, senza tanti giri di parole, ha messo in chiaro che una vera riforma delle pensioni in Italia non può prescindere da una rivisitazione delle pensioni d’oro. Il problema, come ha però fatto capire il ministro Boschi nei giorni scorsi, è che si dovrebbe capire cosa si intenda con pensioni d’oro. E’ chiaro, infatti, che molte di queste pensioni siano ritenute diritti acquisiti e quindi non possono essere toccati o potrebbero essere toccati solo in presenza di specifiche leggi che, inevitabilmente, andrebbero a suscitare non poche polemiche.

Tornando alla Meloni, la leader della formazione di destra ha affermato che serve un intervento sulle pensioni d’oro lasciando intendere che se non si mette mano ad essere difficilmente si potranno chiedere sacrifici ai pensionati che magari prendono appena 600/700 euro al mese se non addirittura di meno. L’idea della Meloni, sotto questo punto di vista, non è poi tanto diversa da quella del numero uno dell’Inps Tito Boeri che per primo aveva lanciato, già nelle scorse settimane, una crociata contro le pensioni dorate.

Nel corso del suo intervento, la leader di Fratelli d’Italia ha anche sulla necessità di varare misure a sostegno della maternità per cercare, in questo modo, di rendere tutte le donne libere di voler essere madri e mettere su famiglia.

 

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