Ballottaggio Marino-Alemanno

28 maggio 2013 20:150 commenti

roma-fori imperiali - CopiaIgnazio Marino e Gianni Alemanno andranno al ballottagio per la conquista della poltrona di Sindaco a Roma. Le comunali, anche nella capitale come nel resto d’Italia, si sono distinte per un’affluenza in forte calo.

A Roma è stata del 52,8%. Siamo dunque sotto di 20 punti percentuali rispetto a cinque anni fa. Nel 2008, infatti, andò a votare il 73,52% degli elettori.

Al momento è Marino il favorito. Al termine dello scrutinio nelle 2.600 sezioni della Capitale, Marino è risultato nettamente superiore con il 42,61% dei voti. Alemanno segue con il 30,28, mentre il candidato del M5S De Vito è al 12,44%.

Più giù Marchini, al 9,49, Sandro Medici con il 2,23 e Alfonso Luigi Marra con l’1,19%.

Il Pd è il primo partito con 26,3%; il Pdl lo insegue con il 19,2%, mentre il Movimento 5 stelle è al 12,8%.

La lista Alfio Marchini SIndaco si blocca al 7,5%. Al 6,3% si attesta Sel, Fratelli d’Italia è al 5,9%, mentre La Destra si attesta all’1,3%.


Alemanno non demorde e al Tg3 ha dichiarato che crede nella rimonta. Il sindaco in carica spera di vincere al ballottaggio: “La sinistra non si deve illudere troppo perché il ballottaggio è un’altra storia: non è il secondo tempo di una partita, è una partita completamente diversa in cui andranno a votare elettori diversi da quelli del primo turno e io spero molti di più”.

Poi aggiunge qualcosa riguardante la sua coalizione: “Non mi sono sentito affatto abbandonato e comunque, in ogni caso, la campagna elettorale era concentrata sui temi della città”.

Le cause del suo svantaggio? Alemanno le spiega così: “Il problema è che noi ci misuriamo con un elettore su due che non è andato a votare quindi chi è meno legato alle realtà di appartenenza non è andato a votare. Non è questione di un apparato vecchia maniera: è bastato anche l’apparatino che è rimasto in campo del Pd per fare la differenza. Parliamo di 120 mila voti di differenza quindi da questo punto di vista non è che stiamo parlando di grandi cifre ma di piccole cifre legate alla situazione degli apparati delle varie realtà. Tutti i sondaggi parlavano di distacchi che potevano oscillare di 2-3 punti e non di questo tipo di discorso”.

 






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