Berlusconi addio ieri dimissioni oggi un nuovo premier

13 novembre 2011 07:511 commentoDi:

Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi intorno alle ore 21,00 di ieri, ha rimesso il suo mandato al capo dello stato, Giorgio Napolitano. Il nuovo governo dovrebbe essere formato entro questa sera.

Lo scenario è stato rispettato, sabato, Silvio Berlusconi dopo l’approvazione della Legge di Stabilità si è recato al Quirinale è ha rimesso le sue dimissioni al Capo dello Stato, ad annunciarlo la presidenza in un comunicato.

Poco prima, il premier aveva presieduto il suo ultimo consiglio dei ministri dove ha voluto ringraziare tutti i membri del suo governo.

In un’atmosfera carica, il Parlamento ha adottato il testo del nuovo Ddl chiesto dall’Unione Europea con  380 voti a favore, 26 contrari e due astenuti. Il Pd non ha preso parte al voto per non impedire l’adozione di queste misure cruciali.

“Oggi cala il sipario su una pagina lunga e dolorosa della nostra storia”, ha dichiarato Dario Franceschini, del Pd.

Silvio Berlusconi ha chiuso il consiglio accolto dalle manifestazioni di gioia dei suoi alleati all’interno del parlamento.


Fuori, alcune centinaia di manifestanti si sono ritrovati alle grida di “dimissioni, dimissioni”, brandendo bandiere italiane tricolori, alcuni innalzano cartelli con la scritta “bye-bye Silvio!.” Fischiato all’uscita del consiglio dei ministri, fino al suo arrivo al Quirinale.

Entro stasera Mario Monti salirà al Quirinale per ricevere da Napolitano, l’incarico per formare il nuovo governo, che dovrebbe essere pronto già da domattina, prima dell’apertura delle Borse azionarie.

Silvio Berlusconi condiziona il sì al governo Monti, che appoggerà solo con un programma che rispetti i parametri della lettera inviata all’Ue. “Siamo in grado di staccare la spina quando vogliamo”. Ha dichiarato l’ex premier Silvio Berlusconi a proposito dell’appoggio del partito ad un governo tecnico.

Nell’incontro di ieri a Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi ha cercato di ottenere da Mario Monti garanzie politiche e, in un certo senso, patrimoniali.

Giorgio Napolitano ha ricevuto il sostegno di parecchi suoi omologhi europei e dal direttore generale del FMI, Christine Lagarde che ha accolto sabato i “progressi significativi”,  politici in Italia. “Ho molta stima e molto rispetto per Mario Monti. Penso che sia un uomo di grande qualità col quale ho sempre avuto un dialogo fruttoso ed estremamente caloroso”, ha annunciato Lagarde.

Ultimo aggiornamento 13 novembre 2011, ore 08,51







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1 commento

  • Monti, Berlusconi, Napolitano e la casta politica italiana

    Il dado è tratto.

    L’esecutivo tecnico Monti sostituisce l’esecutivo politico Berlusconi.

    Obiettivo:

    realizzare quelle riforme strutturali e quelle liberalizzazioni del mondo del lavoro che urgono al paese e che nessun governo politico ha sinora mai realizzato, benché promesso.

    Resta incomprensibile, essendo invariata la composizione della casta politica parlamentare, come sia possibile modificare, per esempio, una legge elettorale che promette attualmente un collegio ed una elezione sicura ad vitam ai parlamentari italiani.

    Come anche non si comprende come e perché la medesima casta politica dovrebbe realizzare urgentemente quelle riforme strutturali e quelle liberalizzazioni decretate dal governo Monti che la medesima casta politica non ha voluto realizzare con le decretazioni del governo Berlusconi, e proprio ad iniziare da quella decretazione anti-corruzione che più di ogni altra, assicura discontinuità alla peggiore evidenza della casta politica e burocratica italiana:

    quella troppe volte e troppo spesso coinvolta in scandali corruttivi o in presunte connivenze e cointeressenze negoziali con le organizzazioni mafiose a danno della libertà dello stato italiano e dei suoi cittadini.

    Ed è proprio questo l’aspetto che maggiormente incuriosisce nella transizione italiana contemporanea, posto che, dai vari interventi politici resi pubblici nel corso delle consultazioni del Capo dello Stato Napolitano, pare siano scomparsi problemi storici di grossa evidenza come il contrasto alle organizzazioni mafiose, la questione Morale, la questione Meridionale e la questione Settentrionale, per fare solo alcuni esempi che saltano agli occhi.

    Ma così è scomparsa anche l’emergenza della così detta Monnezza Napoletana, della quale si è perduta ogni traccia, benché non ancora la presenza.

    A meno che non si voglia ulteriormente deresponsabilizzare la casta dominante dinanzi alla crisi italiana, eludendo la realtà di una spesa pubblica impossibile e di un debito pubblico invalidante, e discutendo invece di una crisi che non pare trovare fondamento nella incapacità politica italiana, nel dibattito politico attuale, ma sembra cercare motivi e responsabilità del default italiano in una più volte paventata e mai dimostrata incapacità francese, tedesca od europea, ovvero di una fantasmagorica onnipresenza giudo-plutaico-massonica a seconda del caso e della opportunità.

    Come se l’illegalità diffusa, il lavoro nero, l’evasione fiscale, il cancro mafioso, la crescita della spesa pubblica e del conseguente indebitamento pubblico italiano, fossero responsabilità imputabili ai parlamentari ed ai capi di governo europei.

    In questa ottica di de-responsabilizzazione politica, pare di assistere al solito teatrino italico dello scarica barile, nel quale i problemi del paese non vengono mai risolti, perché semplicemente essi sono ridotti alla “non esistenza” o ridotti al silenzio dalla classe dominante italiana, che controlla integralmente anche l’informazione, grazie ad una normativa anch’essa vetusta ed antiquata, bisognosa di una tempestiva e complessiva liberalizzazione dai “controlli politici” imposti da una normativa fascista che nessun parlamento repubblicano ha mai abrogato e riformato.

    Per cui, d’un tratto, sono risolte senza fatica alcuna, questioni annose e dannose come quella delle presenza potente delle mafie nella società italiana che possiamo sintetizzare nel paradigma:

    tutti mafiosi? Nessuno mafioso.

    Ovvero : tutti corrotti? Nessuno corrotto.

    Tutti indebitati? Nessuno indebitato.

    Ma questo rappresenta un gioco assai pericoloso, poiché forzare il gioco adesso, equivarrebbe al veder comparire il Tilt nel gioco del Flipper, con l’oscuramento del piano di gioco e la sua immediata immobilizzazione.

    E dopo il Tilt, come tutti sanno, non resta che attendere che appaia la scritta luminosa Game Over.

    Ed il gioco è finito.

    Per sempre.

    Gustavo Gesualdo
    alias
    Il Cittadino X

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