Berlusconi decide incontro con i sindacati

2 agosto 2011 07:560 commentiDi:

Ieri è stato un lunedì nero per le borse europee, ma il peggiore andamento l’ha subito la Borsa italiana dove sono stati bruciati 14,9 miliardi di euro. Per Piazza Affari è la seconda peggiore chiusura del 2011, un soffio al di sopra del calo del 3,96% registrato dal Ftse Mib lunedì 11 luglio. 

Per il premier; Silvio Berlusconi, ciò ha contribuito a fargli rompere gli indugi e a prendere la decisione di incontrare  e avviare un confronto con le parti sociali su eventuali misure per fronteggiare la crisi, soprattutto, per rilanciare la crescita. 

E così il presidente del Consiglio ha annunciato che domani sarà in Aula, prima alla Camera e poi al Senato, per una “informativa” al Parlamento sulla situazione economica. 

Silvio Berlusconi, riferirà sulla situazione economica mercoledì pomeriggio, prima alla Camera poi al Senato. Quindi, giovedì mattina, insieme con il governo incontrerà le parti sociali, Confindustria e i sindacati. 

L’incontro con i sindacati, fortemente consigliato al premier dal segretario del Pdl Alfano e dal ministro Sacconi, fa temere a Berlusconi che alla fine il tavolo sociale non porti a nulla di concreto e che diventi un boomerang verso di lui. 

Il Cavaliere, tuttavia, ha preso la decisione di parlare davanti alle Camere senza aver preventivamente informato il principale alleato di governo, la Lega e il ministro dell’Economia, Tremonti, i quali sono stati raggiunti dalla notizia nella sede milanese del Carroccio. Superfluo dire che questo comportamento non è stato preso molto bene. 


”La recente vicenda americana testimonia quanto la crisi  sia globale; l’Italia non è, quindi, un’isola in difficoltà in un mare di serenità, ma al contrario è proprio la difficoltà ad essere globale, come dimostrano le ultime giornate americane”. A dirlo è il segretario del Pdl, Angelino Alfano, durante un’intervista a Tempi.it, che sottolinea come l’esperienza degli Stati Uniti “dove i Repubblicani, alla fine hanno fatto prevalere il buon senso, ossia l’America e le sue urgenze”, possa lanciare un segnale, il segretario si augura che anche in Italia ”le opposizioni la smettano con il solito ritornello per cui occorre un governo nuovo e il passo indietro di Berlusconi per affrontare la crisi. Il governo è in campo e la triplice scelta di convocare il Cipe, di intervenire in Parlamento e di incontrare le parti sociali è la risposta più efficace a chi chiede le dimissioni del governo”. Ha ribadito  Alfano, sostenendo che l’esecutivo andrà avanti fino al 2013. 

Quindi, entro breve termine ci sarà un faccia a faccia tra Governo e protagonisti dell’economia per arrivare ad un piano anti-crisi; il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha riferito che l’esecutivo è pronto al confronto su un’agenda di cinque punti, tra questi: la riduzione delle tasse secondo un disegno delega, l’avvio di una stagione di privatizzazioni e liberalizzazioni, monitoraggio degli investimenti alle imprese, verifica del rapporto tra banche e imprese alla luce di Basilea 3, relazioni industriali, ammortizzatori sociali e statuto dei lavori e taglio dei costi della politica.

Ultimo aggiornamento 02 agosto 2011 ore 09,55

 






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