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Berlusconi dice sì alle tangenti

Le tangenti? Non sono finzione, sono realtà. Ma si tratta soltanto di “commissioni”, tipiche delle democrazie imperfette, che troviamo spesso ad esempio nei paesi del Terzo mondo.

Questo è il succo del commento di Silvio Berlusconi sugli scandali che di recente hanno travolto le grandi aziende italiane, da Enel a Finmeccanica.

Berlusconi ha detto oggi su Rai Tre all’interno del programma ‘Agorà‘: “Quando grandi gruppi come Eni, Enel o Finmeccanica trattano con Paesi che non sono complete e perfette democrazie vi sono delle condizioni che bisogna accettare per vendere i propri prodotti. Tangenti? Sono commissioni chieste in quei Paesi, le democrazie come la nostra queste cose non le fanno”.

Berlusconi si pone come contrario a “moralismi assurdi” in fatto di tangenti e dichiara: “Se uno fa questo moralismo non fa l’imprenditore a livello globale. Quello delle tangenti è un fenomeno che esiste, non si possono negare le situazioni di necessità se si va trattare nei Paesi del terzo mondo o con qualche regime, e l’India è un paese fuori dalla sfera occidentale”.

La risposta di Bersani

Immediata, a questo punto, la risposta di Pierluigi Bersani che, dai microfoni di Radio Popolare, attacca duramente il leader Pdl: “Basta con le tangenti e basta anche con Berlusconi”.

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