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Berlusconi propone alla sinistra patto per la crescita

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha proposto, oggi, all’opposizione di sinistra un patto per rilanciare la crescita economica e ridurre l’eccessivo  debito pubblico del paese. 

In una lettera al quotidiano “Il Corriere della Sera”, il cavaliere invita Pier Luigi Bersani, leader del Partito democratico e principale oppositore ad “agire insieme al Parlamento per discutere senza alcun pregiudizio e senza settarismo di un grande piano per la crescita dell’economia italiana.” 

Berlusconi qualifica “ingiusta e inefficace” la recente proposta di Giuliano Amato, di tassare il patrimonio degli italiani per ridurre il debito pubblico. Il primo ministro si augura di portare la crescita a oltre 3-4 punti percentuale in cinque anni, contro circa l’1% attuale, al fine di  riuscire a ridurre meccanicamente l’indebitamento che raggiunge il 120% del PIL. 

Questo “colpo di frusta” all’economia si otterrebbe attraverso la vendita di una parte del patrimonio immobiliare pubblico, da una “defiscalizzazione in favore delle imprese e dei giovani”, inoltre la riforma dell’articolo 41 della Costituzione, proposto alcuni mesi fa per promuovere la libera impresa “Abbiamo bisogno di un’economia più libera (…), di un paese più stabile”. Ha sottolineato Berlusconi, prendendo l’esempio della  Germania, che “ha fatto un salto di liberalizzazione e di riforme, i cui risultati sono a conoscenza di tutti noi”. 

La sinistra, tuttavia,  ha respinto questa proposta, perché “arriva troppo tardi” e mostra la “disperazione” di un Capo di Governo che cerca di fare “il diversivo”, ha dichiarato Enrico Letta, del PD. 

Per Italo Bocchino, questo prostrarsi all’opposizione è un “segnale evidente della debolezza di Berlusconi. 

Mentre, Emma Marcegaglia, che solo la scorsa settimana aveva denunciato un “governo completamente paralizzato”, ha giudicato “positivo che si parli di crescita”.