Bersani rifiuta confronto con Berlusconi

13 gennaio 2013 11:100 commenti

Pier Luigi Bersani dice “No”. Che confronto sia, ma solo tra candidati Premier. Si riassume così il suo diniego alla proposta di un dibattito in televisione formulata da Silvio Berlusconi.

LA PROPOSTA DI BERLUSCONI

Nella giornata di ieri il ‘Cavaliere‘ aveva detto a Studio Aperto: “Tutti mi chiedono di andare in televisione a incrociare la spada con altri leader politici che sono tanti. Non credo si possa andare in troppi. Il nostro avversario è il Partito Democratico e quindi con Bersani sarei ben lieto di poter andare in tv per far conoscere i nostri programmi in modo che gli italiani possano scegliere chi votare”.

LA REPLICA DI BERSANI

Pier Luigi Bersani non ci sta, in via di un principio molto semplice, e dice: “Berlusconi è il candidato premier del centrodestra? Bersani farà il confronto tv solo con i candidati premier”.

Una domanda ironica, quella del leader del Pd, che mira anche a comprendere qual è il vero progetto di Berlusconi. Non è ben chiaro se sarà Berlusconi il candidato a Palazzo Chigi, e l’allusione di Bersani è dunque più che giustificata. C’è dunque una domanda nella domanda, dal momento che il Pd vuole conoscere dai vertici del Pdl il nome di colui che in caso di vittoria guiderebbe il Governo.

Per il momento, dunque, niente sfida tv tra Bersani e Berlusconi.

MONTI CHIEDE RIFORME

Nel frattempo, il terzo tra i due litiganti si chiama Mario Monti. E non gode. Si concentra sulla sua campagna. Nella giornata di ieri, dal palco dell’Assemblea dei liberal del Pd che si tiene in questi giorni ad Orvieto Monti ha dichiarato che auspica che “qualunque sia l’esito delle prossime elezioni venga agevolata la cooperazione tra i punti riformisti che esistono piu’ o meno in tutti i partiti”.

Monti denuncia esplicite forme di conservatorismo in molti partiti. Quando qualcuno gli chiede a chi si riferisce, Monti fa una distinzione tra Fassino e Vendola e tra Casini e Bocchino.

Con l’occasione spiega la sua alleanza con Udc e Futuro e Libertà. Un’alleanza dovuta al fatto che i due partiti sono quelli che hanno creato meno problemi in materia di riforme strutturali, ponendosi in favore della strada intrapresa dal leader di Lista Civica.

Gli altri partiti hanno messo rigidi limiti alle riforme per via dei conservatori presenti nelle loro file.

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