Bersani rifiuta patrimoniale

18 gennaio 2013 23:130 commenti

Il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, è stato categorico. Non ritiene ci voglia una patrimoniale. In base al parere del segretario del Pd, in Italia la patrimoniale c’è già. Bersani si riferisce alla gravosa tassa sugli immobili, l’Imu. Eccolo, dunque,  il suo pensiero in merito, formulato durante l’intervento a `Nove in punto´, trasmissione che va in onda su Radio 24.

Bersani ha ribadito più volte che l’Imposta municipale unica urge di una maggiore progressività e di un alleggerimento delle posizioni più deboli.

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Per quanto riguarda la rimanente parte dei patrimoni, Bersani non intende riflettere su una nuova patrimoniale.

Il problema dell’Italia in una cornice del genere sarebbe infatti la tracciabilità.

Bersani è del parere che bisognerebbe diminuire di gran lunga la pressione fiscale, cominciando dal lavoro, dalle pensioni, dall’Irpef, dai redditi più bassi e terminando con l’aiutare gli investitori ad investire. Dunque, Bersani medita già su eventuali tagli al fisco.

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Per quanto concerne la sua dichiarazione in cui ha detto che il Pd andrà a vedere sui conti la polvere sotto il tappeto, il leader Pd specifica che non voleva dire che i conti sono truccati ma bisogna capire se le spese obbligate sono coperte e se le previsioni di crescita ottimiste del governo sono vere.

CRISI

Bersani si è poi soffermato anche sulla crisi, affermando che la proiezione del governo è un po’ ottimistica. Bersani non crede che sia saggio, comunque, continuare a lavorare sul Pil con nuovi progetti.

L’importante per il segretario del Partito Democratico è non fare promesse a vanvera, bensì procedere in forme da tali da non deprimere l’economia.

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