La Camusso contro la politica del governo

15 novembre 2012 15:120 commentiDi:

Il giorno dopo lo sciopero generale europeo che ha visto manifestazioni e astensioni dal lavoro in tutta Europa, non senza scontri e tensioni, esce un’intervista del Segretario Generale della Cgil Susanna Camusso. La Camusso  a “L’Unità” parla di sofferenza sociale è necessità che il governo se ne renda conto:

“Questo è un Paese abbandonato, insicuro, che si frantuma e sacrifica vite umane all’incuria e al disinteresse. Viviamo una fase drammatica: i tre operai toscani morti ieri sono il tributo del lavoro all’emergenza, ma quante crisi, quanti tragedie, quanti lutti possiamo ancora sopportare? I contabili al governo non hanno ancora capito di aver sbagliato strada. Cosa deve ancora succedere affinché il governo comprenda che è il lavoro la priorità del Paese, che è urgente un piano straordinario che offra speranza ai giovani, alle donne, ai disoccupati?”.

Mobilitazione e sciopero generale, tensione in tutta Italia


Così il Segretario Generale della Cgil sullo sciopero di ieri:

“La Cgil aderisce alla protesta europea e rivendica sobriamente qualche merito, visto che la nostra analisi sulla natura e gli effetti della crisi, sui danni dell’austerità cieca e ideologica, ha trovato conferma nei fatti. L’Europa sociale dice oggi che bisogna smetterla con i tagli e basta, non possono pagare sempre e solo i lavoratori e i pensionati, ci vogliono risorse subito da investire per aiutare i redditi bassi, per creare un ciclo di investimenti produttivi, per creare lavoro. Le crisi si moltiplicano, i lavoratori sono buttati sulla strada, c’è un impoverimento generale. La Sardegna, la Sicilia sono una polveriera sociale, ci sono interi poli produttivi e settori industriali che stanno chiudendo”.

E poi sulla crisi la Camusso ha affermato:

“Ho un grosso timore per quello che potrebbe succedere nel 2013, tra pochi mesi. Il presidente del Consiglio Mario Monti ci ha raccontato che le sue riforme faranno ripartire l’economia. Non è vero, non si vede nulla. Lo sfilacciamento del tessuto industriale, la caduta dei consumi, dei redditi dei lavoratori e dei pensionati, il disagio sociale sempre più largo sono tutti fattori che testimoniano la decadenza del Paese. Non sappiamo se ci saranno le risorse per gli ammortizzatori sociali, per la cassa integrazione in deroga, mentre cresce la domanda da parte di nuovi soggetti ad essere aiutati”.

 






Tags:

Lascia una risposta