Capuozzo: a Quarto otto ex Cinque Stelle sono con lei e cercano alleati

10 febbraio 2016 10:190 commenti
Rosa Capuozzo

Colpo di scena a Quarto, il comune del napoletano che è stato travolto dalla scandalo di Rosa Capuozzo, la sindaca pentastellata che è stata costretta a dimettersi dal Movimento 5 Stelle a causa di presenti contatti con elementi della malavita che puntavano ad avere un aggancio nel Palazzo di Città. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Henry John Woodcock, ha messo in risalto, in particolare, il ruolo dell’ex Cinque Stelle Giovanni De Robbio che avrebbe addirittura ricattato la Capuozzo. L’inchiesta della magistratura è ancora in pieno corso ma, all’interno del Movimento 5 Stelle, la resa dei conti è già praticamente finita con il sindaco Rosa Capuozzo che è stata espulsa dal Movimento assieme a gran parte del suo gruppo di Quarto. La sindaco aveva annunciato anche le sue dimissioni ma adesso sembrerebbe invece essere pronta a tornare sui suoi passi.


Passato il marasma mediatico, infatti, Rosa Capuozzo sta provando a rimettere assieme i cocci di quel che resta del suo gruppo cercando appoggi anche in quella che un tempo era l’opposizione al 5 Stelle. I numeri, per ora, non sono dalla sua parte. Del suo gruppo, infatti, restano 8 consiglieri, troppo pochi per pensare di poter governare. La purga di Grillo, infatti, ha liquefatto il gruppo 5 Stelle di Quarto con alcuni grillini che si sono adeguati alla linea dettata dai vertici del Movimento e altri, appunto gli 8 fedelissimi, che invece non possono più fregiarsi del titolo a 5 Stelle.

Gli 8 non bastano a garantire alla Capuozzo una maggioranza e allora ecco che avviene quello che un grillino non avrebbe mai potuto fare ossia l‘apertura all’opposizione che a Quarto è soprattutto rappresentata dal Centro Destra. Per ora quello che è in corso sono semplici contatti tra le parti, senza nulla di concreto. Siamo in una fase che, politicamente, viene definita come dell’esplorazione al termine della quale la Capuozzo saprà se è dotata o meno di una maggioranza per governare.






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