Cosa hanno da dirsi Renzi e i sindacati

7 ottobre 2014 11:290 commenti

La legge delega in materia lavoro su cui sta chiedendo la fiducia al Senato il governo Renzi si propone di superare non solo l’articolo 18 ma anche gli articoli dello Statuto dei lavoratori che parlano di sorveglianza dei dipendenti e demansionamento. Ma di cosa discute il premier con i sindacati?

Oggi si dibatte sulla legge delega in materia di lavoro sulla quale Renzi ha chiesto la fiducia in Senato anche se il testo proposto alle Camere avrà un maxi emendamento. Il premier intanto incontra i sindacati per discutere con Cgil, Cisl, Uil e Ugl del salario minimo, della contrattazione decentrata e della rappresentanza sindacale.

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> Sul Jobs Act scatta la fiducia

Renzi ha incontrato a Palazzo Chigi Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Geremia Mancini. Oltre al premier all’incontro è presente anche il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Poletti. I sindacati sono concordi nel chiedere al governo di tagliare le tasse sul lavoro per far ripartire l’economia ma sono decisi anche ad evitare che i diritti dei lavoratori diventino merce di scambio. Questo vuol dire che i sindacati non vogliono la riduzione dei diritti per chi ha un lavoro stabile, perciò, nel caso di approvazione del Jobs Act, studiano come rispondere alle modifiche dell’articolo 18.

Renzi vuole discutere con le parti sociali anche di altri argomenti e la convocazione che ha inviato ai rappresentanti sindacali, parlava di dialogo sulle riforme, in particolare il premier vuole discutere di salario minimo, contrattazione decentrata e rappresentanza sindacale. Sulla contrattazione detta anche di secondo livello la questione rilevante è la scelta tra la prevalenza del contratto aziendale rispetto a quello nazionale.

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