Il dibattito politico sulla legalizzazione della cannabis

11 gennaio 2014 20:140 commentiDi:

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In queste ultime settimane, il dibattito sulla possibile legalizzazione della cannabis in Italia, e delle droghe leggere in generale, si è riacceso a livello politico. I partiti sono divisi tra chi è assolutamente contrario a una ipotesi di legalizzazione e chi invece ha posizioni anti-proibizioniste.

Di certo, hanno suscitato abbastanza stupore le affermazioni pro-legalizzazione di un assessore leghista, Gianni Fava. L’assessore ha espresso la sua posizione su Twitter, parlando di fallimento del proibizionismo e di ipocrisia. La cosa che ha sorpreso maggiormente è il retweet di Maroni, ma dal carroccio hanno fatto sapere che si è trattato di un errore.

È bastato questo per fare riesplodere il dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere con tanto di posizioni a favore e contro. La Lega Nord ci tiene a fare sapere che questa non è una battaglia che le interessa. Prima Fava, sempre su Twitter, precisa che si tratta di una opinione personale che non riguarda una posizione più o meno ufficiale della Lega Nord. Poi il nuovo segretario del carroccio Matteo Salvini, che precisa come gli interessi della Lega, in termini di battaglie politiche, non sono queste, ma quelle che riguardano il lavoro e l’aumento delle tariffe. Aspetti che fanno arrabbiare i cittadini.

Il dibattito politico si anima anche con riferimento ai Paesi che hanno fatto il passo legislativo e reso legale il consumo di droghe leggere. Forse questo è un motivo che ha i spinto gli spiriti più “liberali” del nostro Paese a intraprendere una battaglia politica con lo scopo della legalizzazione.

Nel Pd, Luigi Manconi ci tiene a distinguere liberalizzazione e legalizzazione. Manconi spiega la sua proposta di depenalizzazione della cannabis affermando: “Liberalizzazione corrisponde esattamente al regime in vigore oggi in Italia. Ovvero la possibilità di acquistare sostanze stupefacenti a qualunque ora del giorno e della notte, in qualunque via o piazza delle nostre città, presso un grandissimo numero di piccoli esercizi commerciali illegali: gli spacciatori. Legalizzazione è il suo opposto ed è il quadro e la prospettiva in cui collocare il disegno di legge sulla depenalizzazione dei derivati della cannabis da me presentato ieri in Senato. Legalizzazione, cioè, come regolamentazione di produzione, commercio e consumo di hashish e marijuana, all’interno di un sistema di vincoli e limiti, di tassazione e controllo”.

Manconi dice anche che la cannabis dovrebbe avere la stessa regolamentazione cui sono sottoposte sostanze come l’alcol e il tabacco, non meno nocive e in grado di dare dipendenza.

Il disegno di legge presentato da Manconi si propone di intervenire abrogando “le norme più illiberali e regressive: quelle che producono criminalizzazione e carcerizzazione del consumatore” della Fini-Giovanardi.

Nel Pd c’è la volontà di aprire il dibattito e non mancano le posizioni anti-proibizioniste. Il riferimento, anche qui, è all’Uruguay e agli Stati americani che hanno aperto alla regolamentazione della cannabis.

La normativa sulla cannabis nei diversi Paesi

Il possesso e il consumo di cannabis è illegale nella maggioranza dei Paesi in tutto mondo. Tuttavia, negli ultimi anni sono aumentati quei Paesi che hanno depenalizzato il possesso di piccole quantità di cannabis. Questo è successo in Nord America, in Sud America e anche in Europa.

Il possesso e l’utilizzo delle droghe leggere sono legali in Olanda, in Uruguay e negli Stati americani del Colorado e di Washington. Il primo Paese al mondo a legalizzare la cannabis è stato l’Uruguay, che ne ha regolamentato la vendita, la coltivazione e la distribuzione il 10 dicembre 2013. Negli Stati Uniti, la legge federale vieta la vendita e il possesso di cannabis, ma l’applicazione di questa legge varia molto nei diversi Stati. Alcuni Stati hanno istituito programmi che prevedono l’utilizzo terapeutico della marijuana e, in un certo senso, contraddicono la legge federale. Gli Stati del Colorado e di Washington hanno invece abrogato le leggi che vietavano l’uso ricreativo della cannabis, insediando un regime normativo che è contrario a quello degli statuti federali.

L’uso terapeutico della cannabis è una questione che divide le norme dei diversi Paesi. Questo utilizzo è legale in Canada, in Repubblica Ceca e in Israele.

Tra i diversi paesi, le sanzioni per chi coltiva, possiede e utilizza a fini ricreativi o distribuisce illegalmente la cannabis cambiano molto e vanno dall’essere indulgenti a molto rigide. I Paesi che hanno reso più morbide le sanzioni per questi reati, prevedendo la confisca o la multa, sono pochi, mentre sono ancora tanti i Paesi in cui la pena prevede la reclusione. In alcuni Stati, il semplice possesso di marijuana è punito con pene detentive lunghe, mentre in determinati Paesi dell’Asia orientale e del sud est asiatico  si prevede il carcere a vita o addirittura la pena di morte. Ci sono poi i Paesi che propongono programmi rieducativi come trattamenti obbligatori per i più giovani.

La legalizzazione della cannabis negli Stati Americani e in Uruguay

La cannabis è utilizzata da migliaia di anni da diverse popolazioni, per uso terapeutico, ricreativo o per rituali religiosi.

Nella storia della regolamentazione della cannabis negli Stati Uniti, è importante quello che accadde nel 1930. In quell’anno, di Franklin D. Roosevelt ha creato una divisione chiamata “Federal Bureau of Narcotics” e ha nominato Harry J. Anslinger come primo commissario. Questo ha portato alla realizzazione della prima legge degli Stati Uniti che rende illegale il possesso di cannabis, con l’eccezione di scopi industriali o medici.

L’uso di cannabis si è diffuso nel mondo occidentale per effetto della crescita e dell’influenza dei movimenti di controcultura, che sono nati e si sono sviluppati alla fine degli anni sessanta. Alla fine del 1990, in California, Dennis Peron ha iniziato un movimento per la legalizzazione della cannabis medica.

La svolta, negli Stati Uniti, è arrivata il 6 novembre 2012, quindi poco meno di due anni fa. In Colorado, con l’Emendamento 64, e a Washington, con la “Initiative” 502, si è cambiata la legge sul tema. L’iniziativa popolare ha portato i due Stati a essere i primi degli Stati Uniti a legalizzare l’uso ricreativo della cannabis.

Il governatore del Colorado John Hickenlooper, il 28 maggio 2013, ha firmato due fatture che hanno reso il Colorado il primo Stato al mondo dove il mercato della cannabis ricreativa è completamente regolamentato. Un evento storico di rilevanza mondiale.

L’Uruguay è la prima nazione al mondo che ha legalizzato la produzione, la vendita e il consumo di cannabis nel dicembre del 2013. Il governo sarà responsabile della produzione e del processo. Le aziende possono ottenere una licenza per la coltivazione se soddisfano tutti i criteri, ma non ci sarà il libero mercato, in quanto il governo controllerà l’intera produzione e determinerà il prezzo, la qualità, e il volume massimo di produzione.

Con la nuova legge, le persone possono acquistare fino a 40 grammi di cannabis al mese. Gli utenti devono essere maggiorenni e registrati in una banca dati nazionale per monitorare il loro consumo. L’acquisto di cannabis è vietata agli stranieri ed è illegale trasportarla oltre i confini.

L’applicazione della firma del presidente dell’Uruguay è arrivata il 23 dicembre 2013, ma i funzionari del governo stanno lavorando per presentare i dettagli della nuova normativa il 9 Aprile 2014. Dal 24 dicembre 2013 è quindi legale coltivare marijuana in casa, fino a sei piante per famiglia e a un quantitativo annuale di 480 grammi.

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