Ecco la proposta di legge elettorale di Renzi Italicum

23 gennaio 2014 11:300 commentiDi:

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Mattarellu, Porcellum e ora Italicum. La fantasia sui nomi della martoriata legge elettorale non manca, ma questa volta è direttamente il suo ideatore, Matteo Renzi, a dargli il nome. Renzi ha presentato la sua riforma della legge elettorale prima al suo partito il 20 gennaio. Poi sono seguiti gli incontri con gli altri partiti per trovare un accordo e creare le condizioni per l’approvazione in Parlamento della proposta. Non sono mancate le polemiche, soprattutto interne al Pd per la discussione con Berlusconi, invitato nella sede del Nazareno.

Il segretario del Pd va avanti e accelera sui tempi per arrivare all’approvazione il più presto possibile. Rispetto all’incontro con Berlusconi, Renzi ha parlato di “profonda intesa” e di proposta leggermente modificata confermando che si basa sul modello spagnolo.

Quali sono i presupposti di questa proposta di riforma della legge elettorale?

Un modello misto. Una sorta di proporzionale rivisto che può andare bene a Forza Italia e al Nuovo Centrodestra che prevede il doppio turno per evitare nuove situazioni di pareggio e di larghe intese. La critica arriva soprattutto dai partiti più piccoli che con questa proposta di riforma della legge elettorale rischiano di essere tagliati fuori dal Parlamento. Non mancano nemmeno le critiche interne al Pd e le dimissioni di Gianni Cuperlo da Presidente ne sono la prova.

Cosa prevede l’Italicum?

Il doppio turno di coalizione che prevede il ballottaggio tra i due più votati solo nel caso in cui non si raggiunge il 35% al primo turno. Il ballottaggio si farebbe dopo 15 giorni e in quel caso si assegnerebbe il premio di maggioranza. Su questo Renzi ha affermato che il valore sarebbe fino al 18%. In questo modo, la coalizione che arriva al 35% non andrebbe al ballottaggio e avrebbe il premio di maggioranza del 18%. Si arriverebbe a una situazione che garantisce tra il 53% e il 55% dei seggi e quindi una maggioranza che dà la possibilità di governare.

È prevista anche la soglia di sbarramento. Questa è dell’8% nei casi di partiti che si presentano alle elezioni singolarmente e del 5% nei casi di partiti che si presentano in coalizioni. Per le coalizioni la soglia di sbarramento è del 12%.

La proposta è quindi di un sistema proporzionale con un premio di maggioranza particolarmente robusto che consente a chi vince di avere una larga maggioranza. I voti saranno ripartiti a livello nazionale e i seggi saranno attribuiti quindi in modo proporzionale.

Un aspetto molto criticato del Porcellum non è però stato cambiato, almeno stando a questa fase di proposta. Stiamo parlando delle preferenze, cioè della possibilità che gli italiani scelgano i propri rappresentanti. Questa proposta ha sollevato le critiche di diversi partiti. Le schede elettorali prevedono quindi il simbolo del partito è una piccola lista con circa 6 nomi dei candidati per ogni partito. Questo per identificare i candidati.

La proposta della legge elettorale e le riforme costituzionali

La proposta di riforma della legge elettorale di Renzi è legata alla questione delle riforme elettorali. In effetti, si parla della riforma del Senato, da trasformare nella rappresentanza delle Regioni, mentre la fiducia al nuovo governo verrebbe votata solo alla Camera.


Inoltre, si parla di riforme costituzionali anche rispetto al Titolo V della Costituzione per quanto concerne la ripartizione dei ruoli tra Stato e Regioni.

Sulla proposta chiamata Italicum i partiti politici per lo più sembrano essere d’accordo. Critiche dai piccoli partiti come Sel, Lega e Scelta Civica, mentre il Movimento 5 Stelle conferma il suo no e la chiusura alla discussione. Beppe Grillo ha esposto le sue criticvhe a suo modo parlando di “Pregiudicatellum” con riferimento alla proposta di riforma della legge elettorale. Renzi ha affermato: “Ha detto che sono uno showman, detto da lui è un complimento. Dico al collega showman: fino a quando continuerai a tenere chiusa a chiave la porta di quei voti o forse il pin, a dire che noi avremmo in testa di bloccare il percorso delle riforme, quando offriamo un accordo trasparente e alla luce del sole, con un risparmio di un miliardo dei costi della politica? Fino a quando continuerai a perdere occasioni su occasioni, oppure a scappare quando pensi di perdere come è successo in Friuli? L’M5S era la speranza di cambiamento che non si sta realizzando, la politica la cambiamo noi, abbiamo capito il messaggio del 25 febbraio”.

Le critiche probabilmente più forti arrivano però dal Pd stesso. La minoranza del partito non è sulla stessa linea di Renzi e Cuperlo lo ha affermato chiaramente. La proposta viene vista come poco convincente per la questione dell’adeguata rappresentanza. Critiche anche all’assenza delle preferenze. Il Pd ha comunque approvato la proposta nonostante le critiche soprattutto dei bersaniani per il premio di maggioranza, i listini bloccati e le soglie di sbarramento troppo alte. Le problematiche interne non sono comunque finite con Cuperlo che si è dimesso, Fassina che ha detto di essersi vergognato dell’incontro tra Renzi e Berlusconi e con un’ala critica che proprio non accetta il modo del nuovo segretario di tenere il partito.

Vediamo in sintesi e per punti la proposta di legge elettorale.

  • Camera senza Senato. Si potrebbe votare solo per la Camera perché è prevista la riforma costituzionale per l’abolizione del Senato.
  • Liste bloccate. I collegi si trasformeranno in più circoscrizioni da circa 500 mila abitanti e ognuna eleggerà da 4 a 6 deputati.
  • Preferenze. Non sono previste, ma le liste dei candidati sono di pochi nomi per ogni partito e si troveranno nella scheda elettorale.
  • Premio di maggioranza. Previsto con il 35% dei voti che equivalgono al 53%-55% dei seggi.
  • Ballottaggio. Previsto per le coalizioni che avranno ottenuto più voti e se non si arriva al 35%.
  • Soglie di sbarramento. Il 5% per i partiti che si presentano in coalizione, l’8% per i partiti singoli e il 12% per le coalizioni.

La riforma della legge elettorale che è stata proposta sembra quindi evitare nuove possibilità di larghe intese. Il ballottaggio obbligatorio se non si raggiunge il 35% e il premio di maggioranza evita quindi che ci possa essere un pareggio e porterà una coalizione ad avere la maggioranza.

Questi aspetti basteranno per garantire la governabilità? C’è da considerare la questione dei vincoli di coalizione della formazione dei gruppi parlamentari. Il fatto che si evita il rischio di larghe intese e senza il Senato la governabilità dovrebbe essere maggiormente garantita rispetto alla precedente legge elettorale.






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