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Elezioni amministrative giugno: è totodata e lo shavuot manda in tilt il Viminale

La festa ebraica dello Shavuot che si celebra ogni 12 giugno potrebbe spingere il governo Renzi e in modo particolare il Viminale, a far anticipare le elezioni amministrative al 5 giugno. La data della consultazione elettorale non è stata ancora confermata e per ora si tratta solo di indiscrezioni ma il tempo sta stringendo visto che, una volta appurato quando si voterà per le amministrative, bisognerà far entrare in moto tutta la macchina organizzativa che è prevista in questi casi. La data del 5 giugno si prospetta come l’unica possibile visto che, per legge, le legge le elezioni devono tenersi tra il 15 aprile e il 15 giugno e il governo deve comunicare la data del voto 55 giorni prima dello stesso. Dando un occhio al calendario è quindi impossibile non notare che l’unica data papabile sia il 5 giugno ma il fatto che essa sia troppo a ridosso del 2 giugno festa nazionale fa materializzare un rischio astensione molto alto. Di certo, ad oggi, c’è che il tentativo di fissare un Election Day, unendo il voto per il rinnovo di importanti comuni italiani con il referendum sulle trivelle, è saltata già da alcuni mesi. La consultazione popolare sulle concessioni per le estrazioni in mare di petrolio e gas, infatti, ci sarà a metà aprile nonostante le proteste che si sono avute fino a pochi mesi affinchè le due date coincidessero.

Sono tante le città di primo piano che sono chiamate a rinnovare il sindaco e il consiglio comunale. Curioso notare che in alcune realtà, a partire da Roma, non è stata neppure completala la rosa dei candidati. E’ soprattutto il centro destra che si muove senza un preciso disegno e questo non potrà non avere degli effetti su quella che sarà la reazione del voto popolare. Più compatto il centrosinistra che ha sciolto la riserva sui candidati in tutte le più importanti città italiane dove si vota.

 

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