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Francia e Italia favorevoli a modifiche trattato di Shengen

Nicolas Sarkozy e Silvio Berlusconi, si sono incontrati ieri a Roma, per tentare di riportare un po’ di serenità tra le relazioni franco-italiane, divenute tese dalla crisi libica, in seguito all’afflusso di migrati provenienti dall’Africa del Nord. 

In occasione di questo 29° vertice franco-italiano, i due paesi hanno intrapreso alcune posizioni in comune, volte a non turbare la loro unità. 

Berlusconi ha valutato il vertice “molto molto  positivo”, che ha saputo risolvere le “forti convergenze” tra i due paesi. Inoltre Sarkozy ha affermato che “le tensioni che si sono instaurate da alcuni giorni non avevano motivo di esistere”, sottolineando che “l’Italia, per noi, è più dell’Europa: è un paese fratello”. 

Sul filo più spinoso, ossia quello della gestione dei migranti dell’Africa del Nord, la Francia e l’Italia si sono dichiarate favorevoli “a modifiche” al trattato di libera circolazione nello spazio Schengen, “in circostanze eccezionali” come quelle attuali, secondo il nostro presidente del Consiglio. 

Francia e Italia hanno, quindi, trasmesso una lettera sottoscritta da entrambe, a Bruxelles, che espone nei dettagli le modifiche auspicate. “Vogliamo che Schengen viva, ma affinché Schengen viva, Schengen deve essere riformata”, ha detto Nicolas Sarkozy. “Vogliamo un consolidamento del suo testo, delle sue valutazioni, vogliamo ulteriori mezzi, affinché, le frontiere dello spazio Schengen siano garantite”, ha aggiunto. “Tutto ciò è perché crediamo in Schengen”. 

“Il desiderio comune di creare grandi gruppi franco-italiani”

L’Italia ha garantito di sostenere la posizione francese, spiegando che la Francia ha compiuto uno sforzo “più importante” dell’Italia in materia di accoglienza di immigrati tunisini. Silvio Berlusconi ha ricordato che la Francia ne aveva accolti “cinque volte tanti” del suo paese. I paesi della riva sud dell’Unione Europea “non possono essere lasciati soli” hanno sottolineato. 

Sul piano economico, Berlusconi ha dichiarato che la Francia e l’Italia avevano “il desiderio comune” di creare “grandi gruppi franco-italiani”. 

Il capo di governo non ha citato nomi di imprese, ma questa dichiarazione interviene mentre il gruppo caseario francese Lactalis, che già detiene quasi il 29% di Parmalat, ha lanciato un’ulteriore offerta di acquisto, per creare il numero uno mondiale nel settore. Roma, in queste ultime settimane, aveva bloccato l’offerta di Lactalis. Tuttavia, Berlusconi si è detto “convinto che l’economia deve essere libera”. 

Inoltre, la Francia ha annunciato che sarà molto felice di sostenere un candidato italiano alla presidenza della banca centrale europea. 

“La Francia sarà molto felice di sostenere un italiano alla presidenza della banca centrale europea”, ha dichiarato Sarkozy, citando Mario Draghi, “che conosco perfettamente”, ha aggiunto: “Non perché è italiano, noi lo sosteniamo perché è un uomo di qualità”.  Il mandato dell’attuale presidente della BCE, Jean-Claude Trichet, terminerà alla fine del prossimo mese di ottobre.

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