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Funerali Nicolazzi: oggi dalle 17,30 la camera ardente a Gattico

I funerali di Franco Nicolazzi si terranno sabato alle ore 14.00 a Gattico (Novara), paese che ha dato i natali all’ex ministro ai Lavori Pubblici e di cui egli è stato anche sindaco alcuni decenni fa. Nicolazzi è morto nella notte tra mercoledì e giovedì nella Clinica “San Carlo” di Arona dove era ricoverato da qualche giorno: le sue condizioni sono apparse da subito serie in seguito al malore improvviso che lo ha colpito il 3 gennaio scorso mentre si trovava a casa sua, in via Mazzini 84.

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La comunità si stringe intorno alla vedova, la signora Candida, sposata oltre sessant’anni fa e al figlio Massimo: il sindaco ha proclamato tre giorni di lutto cittadino. La camera ardente è stata allestita nella sala consigliare di Gattico e rimarrà aperta oggi, venerdì dalle 17,30 alle 19,45, e sabato mattina dalle 8,30 alle 12,30. Subito dopo la cerimonia funebre che partirà dal Municipio del paese e sarà officiata nella chiesa parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano. Per volontà della vedova Nicolazzi e del figlio la salma sarà cremata e l’urna contenente le ceneri dell’ex leader socialdemocratico sarà tumulata nella tomba di famiglia nel piccolo cimitero di Revislate.

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Il suo impegno ministeriale resta nella storia per l’introduzione del principio del “silenzio-assenso” relativamente alle autorizzazioni richieste alla Pubblica amministrazione e per l’abrogazione della legge che proibiva in Italia la costruzione di nuove autostrade. La carriera politica si concluse quando, dopo la condanna per concussione nell’ambito del processo per le cd “carceri d’oro” , decise di sparire dalle scene. Il suo pensiero su Tangentopoli è rimasto celebre: “L’Italia a metà degli anni Ottanta ha iniziato un’opera di distruzione sistematica di quello che era stato costruito. In nessun altro Paese ci sono stati cinque segretari di partito indagati o condannati, ma si è voluto colpire i politici, non i malfattori. L’aiuto ai partiti, che è legittimo in ogni società democratica, è stato interpretato come un fatto personale. Nel mio caso la Guardia di Finanza ha accertato, e fa parte delle carte processuali, che non ho percepito una lira. E di questo vado orgoglioso“.