Giarrusso a Renzi: truffatore, non ha mai lavorato

Polemiche dopo le forti dichiarazioni di Michele Giarrusso, il senatore del M5S, contro il premier Matteo Renzi. Ai microfoni della trasmissione della Zanzara in onda su Radio 24 ha definito Renzi un truffatore accusandolo di non aver mai lavorato in vita sua. Ha poi concluso che in un’altra società sarebbe stato impiccato e che questo sarà lo scenario quando la gente si arrabbierà davvero. Chiaramente queste parole, nell’era della democrazia dei social, hanno provocato un polverone. Giarrusso è stato messo alla berlina anche se la sua frase “Renzi sarebbe impiccato” è stata praticamente svuotata dal suo contesto di fondo. Ma tant’è e così va l’informazione in Italia. 

Le parole pesanti sono giunte dopo lo scandalo recente che ha fatto seguito all’uso del Falcon da 9.000 euro per la vacanza della famiglia Renzi il 30 dicembre scorso. Ma le accuse del senatore grillino non si limitano a questo singolo episodio, seppur grave: Renzi “attacca gli impiegati pubblici e poi cerca di salvare il suo complice Berlusconi. Sarebbe da impiccare veramente, la gente è molto arrabbiata. Succederà quando la gente si arrabbierà davvero”. Nell’intervista Giarrusso passa il limite nella descrizione dettagliata di come agganciare la corda ad un albero. Una spiegazione macabra e fuori luogo. Ma è innegabile che la rabbia delle sue parole è la stessa che condividono al momento molti italiani. Tuttavia l’uso di una frase shock, sebbene volutamente provocatoria, ha distolto l’attenzione pubblica dal concetto di fondo, come non di rado avviene per i discorsi di Beppe Grillo. La stampa si è concentrata quasi esclusivamente sul dettaglio dell’impiccagione auspicata. Immediate le reazioni della classe politica che, come è giusto che sia, prende le distanze da parole violente. “Ecco al termine del pomeriggio”, ha scritto su Twitter il vicesegretario del partito democratico Lorenzo Guerini, “arriva la scemenza della giornata, ci ha pensato il senatore Giarrusso #senzavergogna”. Sulla stessa linea anche il tesoriere Pd Francesco Bonifazi: “Se sono vere le agenzie, Beppe Grillo si scusi e prenda le distanze dalle allucinanti affermazioni di Giarrusso”. Come si è affermato prima, benvenuti nella democrazia dei social.

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