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Governo Berlusconi sconfitto tre volte alla Camera

A Montecitorio, ieri, la maggioranza è stata battuta per ben tre volte, sugli emendamenti riguardanti il Trattato Italia-Libia, dove i seguaci di Fini  hanno votato insieme all’opposizione.

Manifestazioni di collera serpeggiavano nell’aula, con urla di “Buffone, buffone!”,  rivol­te al capogrup­po finiano Italo Bocchino.

L’emendamento presentato dai radicali alla mozione di maggioranza sulle iniziative volte alla revisione del trattato di amicizia, Italia-Libia firmato da Berlusconi e Gheddafi.

Matteo Mecacci, deputato radicale, ha presentato una variante, chiedendo al governo un impegno a sollecitare Tripoli al fine di ratificare la Convenzione Onu sui rifugiati e riapra l’ufficio dell’Unhcr, come premessa per continuare le politiche dei respingimenti dei migranti in Libia.

La modifica che piace ai finiani è stata votata da parte loro  insieme all’opposizione, trascinando così il governo sotto di  sette voti.

A favore dell’emendamento hanno votato, oltre a Fli, il Pd, l’Idv e l’Udc.

Dopo le votazioni i deputati del Pdl e della Lega al completo, hanno ironicamente applaudito i colleghi di Fli, a cui hanno urlato “Bravi, bravi”!.

Questa è la “prova di sganciamento” dei finiani dalla maggioranza, ha riferito il leghista Gianpaolo Dozzo.

“È un voto irresponsabile che rischia di incentivare l’immigrazione clandestina”, è stato il commento di Fabrizio Cicchetto, presidente dei deputati del Pdl, subito dopo il primo voto contrario all’esecutivo. “Questo voto è avvenuto anche per la responsabilità determinante dei parlamentari del Fli”.

Secondo Sacconi, ministro del Welfare: “Fli conferma la vicinanza ai radicali. Non è sulla Libia che ovviamente cade il Governo”. E ai giornalisti che gli chiedevano se ormai la crisi è inevitabile, Sacconi ha risposto: “non c’è niente di inevitabile tranne la morte”.

“Gli italiani sapranno chi ringraziare se i barconi della speranza dalla Libia torneranno a far rotta sulle coste italiane”, ha ribadito Viviana Beccalossi, membro del gruppo Pdl.

Secondo il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, il voto sulle mozioni collegate al trattato Italia-Libia dimostra che: “la maggioranza non c’è più e questo è anche merito nostro. Penso che ormai la crisi sia conclamata e che questo sia dovuto anche all’opposizione che sta facendo bene il suo mestiere, dimostriamo di essere in grado di incidere, da adesso in poi, in tutti i principali passaggi parlamentari”.