Il decreto sull’incandidabilità salva tutti

7 dicembre 2012 16:090 commentiDi:

 

Il governo Monti ha varato il decreto sulla incandidabilità. La non candidabilità a deputato, senatore, europarlamentare e giunte regionali, provinciali e comunali riguarderà chi ha ricevuto una condanna definitiva a pene che superano i due anni di carcere. I reati considerati sono quelli contro la pubblica amministrazione, mafia, terrorismo, traffico di esseri umani e altri crimini gravi.

I parlamentari che saranno condannati per questi reati decadranno dall’incarico, ma solo dopo il voto della Camera cui appartengono.

Si lavora alla legge sull’incandidabilità tra tanti dubbi

Per il ministro della Giustizia Paola Severino “Si tratta di reati che palesemente contrastano con l’interesse alla eleggibilità di soggetti che siano candidabili secondo criteri di trasparenza inerenti alla carica che devono andare a ricoprire”.

Incandidabilità per i condannati in una nuova legge

È probabile che questa nuova norma esordisca già alle prossime elezioni politiche,, che dovrebbero essere fissate per la primavera del 2013, ma che potrebbero essere anticipate a Febbraio.

 Ci si aspettava di più dalle regole sulla incandidabilità, ma almeno un passo in avanti è stato fatto. Con questa legge, anche Dell’Utri può essere ricandidato, mentre c’è chi pensa che Berlusconi sia abbastanza contrariato. Probabile che il voto negato dal Pdl ieri al Senato sul decreto sviluppo abbia voluto esprimere questo dissenso. Il segretario del Pdl Angelino Alfano ha comunque dichiarato “Non riguarda il nostro presidente perché Berlusconi sarà assolto”.

 

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