Incadidabilità per i condannati in una nuova legge

5 novembre 2012 09:340 commenti

L’attuale versione del testo della nuova legge, che il governo auspica possa entrare in vigore prima delle prossime elezioni regionali, prevede l’impossibilità di candidarsi per i soggetti che sono stati condannati in via definitiva e con una pena di almeno due anni per delitti contro la pubblica amministrazione, quali peculato, malversazione, concuccisone e corruzione, nonché per gli altri reati per i quali la legge prevede una pena detentiva superiore a tre anni. Tale incandidabilità è prevista anche in caso di patteggiamento.

Nei casi sopra descritti l’impossibilità di candidarsi riguarda le elezioni politiche, europee, regionali, provinciali e circoscrizionali.  Il divieto si applica in relazione a tutte le cariche pubbliche: governo, ministri, viceministri, sottosegretari, sindaci, presidenti di province, consiglieri comunali, presidenti e consiglieri delle Comunità montane. Il testo del disegno di legge prevede che tale incandidabilità sia temporanea, spetterà poi al legislatore delegato determinare la sua durata.


Gli ultimi nodi sul testo della nuova legge dovrebbero essere sciolti nel corso dell’incontro che si terrà domani al Viminale e che vede come protagonisti il ministro dell’Interno, quello della Giustizia e quello per la Pubblica amministrazione. L’obiettivo è quello di arrivare all’approvazione del Consiglio dei ministri entro i prossimi quindici giorni, dopodiché il documento passerà al vaglio del Parlamento.

Secondo alcune indiscrezioni di stampa, il governo sarebbe intenzionato ad emanare a breve nuove norme anche sulla trasparenza e sulla incompatibilità degli incarichi dirigenziali.






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