Intercettazioni e prescrizione, la Giustizia che spacca

28 agosto 2014 20:320 commenti

La riforma della Giustizia è stata considerata da Renzi prioritaria nel suo primo periodo a palazzo Chigi ma non è entrata nel Patto del Nazzareno. C’è chi dice comunque che la riforma è stata messa lo stesso nelle mani di Berlusconi.

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La Riforma della Giustizia dovrebbe essere costruita attorno ai 12 punti guida indicati da Renzi a giugno: degli appunti che non sembrano andare al cuore di un dibattito che spacca anche la maggioranza.

> I 12 punti di Renzi sulla Riforma della Giustizia

Secondo il ministro Guardasigilli Orlando, all’interno della maggioranza si lavora per definire un testo comune ma usando approcci diversi al tema della Giustizia. Ci si scontra in particolare sul tema delle intercettazioni, sulla prescrizione dei reati economici e sulla lentezza dei processi, punto sul quale siamo stati richiamati anche dall’Europa.


Renzi, di fronte a dubbi, incertezze e dibattiti che gli fanno venire a mancare la base granitica della maggioranza, lancia due tweet in cui promette di dimezzare in 1000 giorni tutto l’arretrato che c’è nella giustizia civile, facendo in modo che i processi in primo grado si compiano entro un anno anziché entro tre anni come avviene adesso. Non contento il premier promette anche di dimezzare le chiusura estiva dei tribunali garantendo alle toghe una pausa striminzita di soli 20 giorni, al posto dello stop che c’è oggi dal primo agosto al 15 settembre.

> Quella volta che Berlusconi fu intercettato con le Papi Girls

A Forza Italia, comunque, la riforma non piace e in modo molto colorito la dipinge come un testo che potrebbe andare bene a Pilato ed Erode. Si ritirano nel “no comment” i pentastellati che dopo tre incontri con il ministro Orlando hanno tirato i remi in barca criticando la poca visibilità che viene data ad una riforma concepita per far piacere a Berlusconi.






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