Le docce gelate pro SLA di Matteo Renzi e Beatrice Lorenzin

27 agosto 2014 16:260 commenti

L’Ice Bucket Challange è ormai virale. La campagna lanciata dalla fondazione che ci occupa in America della lotta contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica, sta prendendo piede in tutto il mondo e in Italia perfino i politi partecipano alla campagna di donazioni e sensibilizzazione.

icebucketchallenge

Nel nostro Paese le donazioni per la lotta contro la SLA si possono devolvere all’AISLA che finora non ha avuto la pioggia donazioni che ha racimolato l’omologa fondazione a Stelle e strisce.

> Le docce gelate pro SLA valgono già 88,5 milioni di $

L’AISLA, infatti, dichiara con entusiasmo di aver superato i 685 mila euro di donazioni, niente a che vedere con gli 88,5 milioni di dollari americani. Ma la strada è ancora lunga e tanti politici stanno contribuendo con le loro docce ad incrementare le donazioni.


> Madia e Littizzetto, le due docce fredde più criticate

Senz’altro al primo posto dobbiamo inserire la doccia fredda del premier Renzi che ha parlato della SLA da tifoso Fiorentino e amico del compianto Borgonovo, giocatore morto proprio per il morbo di Gehrig. Ha fatto la doccia in calzoncini e camicia ed ha nominato Roberto Baggio, i direttori delle testate giornalistiche ed un ex compagno di scuola che non è un VIP ma si batte per i diritti dei malati di SLA: Paolo Vivoli, lo pneumologo dell’Asl di Arezzo che vorrebbe incrementare i servizi domiciliari per questi malati, lasciati un po’ soli dopo il non rifinanziamento del Fondo per non autosufficienza.

Molto discussa anche la doccia fredda di Beatrice Lorenzin che sfida Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Telethon, nella raccolta fondi in favore della ricerca sulla SLA. Non tutti sanno che al Lorenzin, da Ministro della Salute ha ritardato di un giorno l’incontro con i malati di SLA a novembre 2013, costringendo i malati a trascorrere una notte fuori.






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