Si lavora alla legge sull’incandidabilità tra tanti dubbi

20 novembre 2012 21:490 commentiDi:

Secondo la prima base della legge sull’incandidabilità, i parlamentari attuali che non potrebbero essere rieletti sarebbero solo tre. Allora, forse, vuol dire che c’è qualcosa che non va. Ma può un Parlamento che conta tra i suoi membri molti indagati e condannati fare una legge sull’incandidabilità?

Ci sono dubbi che esprime anche l’avvocato Vincenzo Siniscalchi, che è stato parlamentare e componente del Csm e può parlare quindi per esperienza. Ecco cosa ha detto in un’intervista:

“Sono inevitabilmente pessimista sul successo di queste iniziative legislative, sia governative sia parlamentari, che partono da una buona intenzione ma poi si scontrano con gli interessi delle parti in campo, di coloro i quali poi devono votare”.


L’avvocato Siniscalchi, dieci anni fa da parlamentare dei Ds presidente della Giunta per le autorizzazioni era stato firmatario e relatore di una proposta di legge sull’incandidabilità. L’iter della legge si era però arenata in commissione Affari costituzionali.

In quell’epoca si era nel dopo tangentopoli. E oggi la situazione è diversa, ma la poca fiducia dei cittadini nella politica sembra la stessa. Ecco cosa dice Siniscalchi:

“Da anni ci troviamo di fronte a manifestazioni di buone intenzioni. Già nelle legislature immediatamente successive a Tangentopoli e Mani pulite, quelle del 1994 e del 1996, che più si dedicarono alle questioni della corruzione e delle candidature equivoche, il Parlamento, e in particolare la commissione speciale anticorruzione voluta dal presidente Violante nel 1997, fu caricato di una serie di proposte di legge molto appassionate. Ma ricordo che alla fine della legislatura, nel 2000, si riuscì a portare in porto solo una legge, di cui fui il relatore, che rendeva automatica l’interdizione per chi fosse stato condannato per reati contro la pubblica amministrazione. Oltre a questa legge, ho notato solo buone intenzioni”.

 






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