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Legittimo impedimento al via l’esame dello scudo che protegge il Presidente Berlusconi

Al Palazzo della Consulta inizia l’esame della Legge n. 51 del 2010, relativa al legittimo impedimento a comparire in udienza, un’analisi che vedrà la sopravvivenza o la morte di tale legge. Il verdetto finale è previsto per giovedì prossimo e sono tante le variabili destinate a pesare sulla decisione finale, a cominciare dalle valutazioni politiche che, benché estranee al giudizio di costituzionalità, rischiano di intrecciarsi a quelle strettamente giuridiche.  

Sullo “scudo giudiziario per le più alte cariche dello Stato”, che protegge il premier Berlusconi dai tre processi a suo carico, le tre M (Mills, Mediaset e Mediatrade), i giudici ascolteranno le tesi a difesa che verranno esposte dai legali del Presidente del Consiglio, Niccolò Ghedini e Piero Longo e dagli avvocati dello Stato,  Michele Dipace e Maurizio Borgo. 

Pier Ferdinando Casini è convinto che quella legge non sarà bocciata dalla Consulta, “E’ stata ideata da Michele Vietti dell’Udc prima della sua elezione a vicepresidente al Csm, quindi credo sia difficile che venga bocciata perché è congegnata in modo tale che credo abbia una base giuridica seria di riferimento”. 

(Adnkronos)  “Cosa decideranno i giudici della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento? E’ piu’ facile vincere al lotto. La previsione dovrebbe essere buona, dovrebbe essere un fatto di buonsenso”. Cosi’, Marcello Dell’Utri ha risposto, a Radio 24 alla domanda su cosa pensa decideranno i giudici della Consulta sul legittimo impedimento. “Con Berlusconi non ne abbiamo parlato, con lui parliamo di cose più serie”. 

E alla domanda sul perchè il senatore Dell’Utri non si è mai sottratto ai processi, il politico ha risposto: “Perchè io non ho un c…o da fare, mentre Berlusconi è il presidente del Consiglio è sempre impegnato. Non puo’ perdere tempo perchè i processi sono totalizzanti, bisogna parlare con gli avvocati, insomma è un lavoro a tempo pieno”.

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